PLANETARY ASSAULT SYSTEMS – ‘Sky Scraping’ cover albumLuke Slater ha preparato il nuovo album dei Planetary Assault Systems, “Sky Scraping”. L’iconico produttore britannico, il cui ultimo LP è arrivato tramite Ostgut Ton nel 2016, fa seguito a “Say It Loud” su Token di quest’anno con un full lenght colmo di materiale nuovo di zecca.

Figura che ha bisogno di poche presentazioni per gli appassionati del genere, ma la cui coerenza in studio e on the road lo ha più volte contraddistinto come vero pioniere del sound design e delle performance con una visione singolare, Slater ha coniato per la prima volta l’alias PAS nel ’93. Da allora, una sfilza di singoli e LP dell’industrioso artista hanno fatto sì che Planetary Assault Systems diventasse sinonimo di Techno ipnotica e funk in una tradizione purista. In bilico tra materiale inebriante e psichedelico e tutto il cibo della sala principale – il lavoro di Slater come PAS cattura le migliori sfaccettature del genere, con parti selezionate in modo economico squisitamente arrangiate e progettate con un orecchio scaltro e intransigente per ciò che fa davvero muovere le persone.

Nel nuovo LP, Luke attinge a materiale in studio, ma anche a componenti registrati durante lo spettacolo dal vivo quale PAS – ed è desideroso di far sapere ai fan che l’attenzione è davvero sulla pista da ballo con questo: “Sky Scraping” è una celebrazione rumorosa e sfacciata degli ambienti formativi e familiari così amati dalla comunità della musica elettronica, i club e i festival oscuri resi speciali dalla loro capacità unica di riunire persone che la pensano alla stessa maniera.

Inizia in modo tipicamente denso e psichedelico con “Labstract” – una fetta di PAS classico con bassi cavernosi e una sequenza serrata e loop che fa il lavoro di guida mentre tagli frenetici di drum machine e sirene di synth grandangolari spostano la traccia in avanti da una fase all’altra. Il brano successivo, “One For The Groove” mette in mostra il lato più grosso della produzione di Slater come PAS con un pattern 909 contagioso spinto nei medi alti da una patch di synth squelching.

“Bang Wap” rivisita l’ultima uscita dell’artista su Token, un rullo mostruoso e spietato progettato pensando all’ora di punta. “Say It Loud” – l’idiosincratico proto-inno che ha accompagnato “Bang Wap” all’inizio dell’anno conduce l’LP in avanti, prima di passare alla nuova registrazione “Give In” – una masterclass di Techno densa, funky e struggente.

La batteria è al centro della scena in “If I Die”, mentre l’artista torna alla 909 per un taglio leggermente rallentato che mette davvero in evidenza la connessione dell’artista e la naturale affinità con i tagli groove e drum machine. “Coal” spinge l’ascoltatore direttamente nel buco profondo – un pezzo straordinario e trascinante spinto da una sequenza di synth, lead gutturali e tamburi spettrali, prima di lasciare il posto a “Run” – una registrazione asciutta e ridotta con synth pizzicati e staccati che crea un buon contrasto con il suo profondo predecessore. Anche se non senza momenti di isteria nel suo quarto conclusivo, “The Drag Train”, caratterizzato da una finitura classica e più mono, inizia il vento verso la fine dell’LP. “Nano Chameleon” lega “Sky Scraping”, una traccia forte come qualsiasi altra cosa che è arrivata in precedenza nel disco – mentre si avvicina alla sua fine, un cavo di distorsione alimenta la casa di registrazione con percussioni di rumore bianco che entrano ed escono dal palco principale sonoro prima di lasciare il posto a un caos delicato e controllato. Un vero e proprio ‘must’!!!