Cover album PINCH- “Reality Tunnels”Abbiamo dovuto aspettare ben tredici anni per ritrovare Pinch con un nuovo album. “Reality Tunnels”, questo il titolo del secondo lavoro sulla lunga distanza, uscito il 19 giugno 2020 su Bandcamp e il 26 giugno in tutti formati, e successore di quell’”Underwater Dancehall” che all’epoca segnò una tappa obbligatoria per le riletture dei fenomeni reggae e dancehall che tutt’oggi tengono banco nel circuito elettronico e non.

Pubblicato su Tectonic, label del producer britannico ormai divenuta un culto tra gli appassioni di bass music, dubstep, techstep e dintorni bristoliani, l’opera riprende nel titolo il concetto di Robert Anton Wilson fissato nel suo libro “Prometheus Rising” (1993), dove si parlava di ‘reality tunnels’ nei termini di un filtro soggettivo che ognuno applica al mondo che ci circonda. All’interno del disco troviamo i featuring di Emika, Trim, Killa P, Inezi, Nive & The Deer Children.

Rob Ellis non è mai stato davvero via 13 anni. Ha collaborato con Shackleton e Adrian Sherwood, ha fatto EP e si è guadagnato una meritata reputazione nella scena dubstep. Ogni canzone di questa raccolta diventa un tunnel di realtà diverso nei suoni di Rob e si può sentire la differenza in ogni traccia.

“Entangled Particles” dà il via al tutto con quel marchio di fabbrica tipico del trip hop di Bristol e la voce in stile Massive Attack della cantante ospite Emika. Si alza dopo pochi minuti quell’enorme e sporco scricchiolio ‘jungle’ per eliminare tutto quello schifo che c’è la fuori! “All Man Got” è un rullo dubstep grime che presenta i toni raspanti e familiari di Trim, dal famigerato combo Roll Deep, abbinato a quel suono di basso minaccioso di Ellis.

Il brano successivo è “Accelerated Culture” che è a dir poco una bomba techno, lontana dal suono dubstep e che cambia totalmente il tempo dell’album per darvi un calcio nelle vostre ‘stronzate’da discoteca, un vero e proprio groove fatto di bip ed atmosfere. “Returnity” e “Finding Space” sono abbastanza simili a livello di sonorità. C’è uno spazio definito che le guida proprio in un luogo preciso che evoca immagini di inquietanti vortici e buchi neri. Questi due pezzi sono al limite della visione di Pinch. Un altro ex membro dei Roll Deep, Killa P, si unisce ad Ellis con compiti vocali. Il dubstep è tornato con una traccia che ci consegna una sensazione minacciosa che si eleva a metà con alcuni suoni di ‘jungle’ mentale e testi fluenti. Uno dei momenti più alti del lavoro è rappresentato da “Back To Beyond” che si muove in direzione ambient in modo da rilassare i nostri sensi così duramente colpiti finora. Poi la cantante giamaicana Inezi ci eleva spiritualmente attraverso l’incontro tra ‘roots’ e la moderna ‘bass music’. Tutto rallenta sul brano di chiusura “The Last One” che presenta Nive Nielson & The Deer Children, e torna ai bei vecchi tempi delle prime cose di Tricky e dell’era di “Blue Lines” dei Massive Attack.

Rob Ellis aka Pinch è un vero camaleonte musicale, abbiamo atteso tanto per questo secondo album, l’attesa non è stata vana!!!


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