Erased Tapes presenta “Handfuls of Night”, il nuovo lavoro di PENGUIN CAFE, attesissimo seguito dell’acclamato “The Imperfect Sea” del 2017, che si ispira all’Antartico e al viaggio di Arthur Jeffes dietro a Scott e agli amici pinguini che risiedono lì.
Usando violini, viola, violoncello, bassi, percussioni, pianoforti a coda e verticali, synth, harmonium e molto altro, Arthur Jeffes e compagni hanno creato una vivida serie di panoramiche sonore, al tempo stesso emozionanti e di immediato impatto. “Handfuls of Night” è nato dopo che Greenpeace ha commissionato a Jeffes 4 brani di musica legati ad altrettante razze di pinguini, per coinvolgere e aumentare la consapevolezza relativa al rischio di estinzione nei mari antartici.
È seguito un evento di beneficienza all’EartH di Hackney, dove la band ha eseguito per la prima volta quei 4 brani creati ad hoc; l’emozionante folk contemporaneo di “Chinstrap”, la minimalistica e triste “‘Adelie”, la stoica e ritmica “The Life Of an Emperor” e la meditabonda “‘Gentoo Origin”, dominata dagli archi.
Le note, strutture e melodie di “Handfuls of Night” evocano paesaggi straordinari, immensi, mentre le ripetizioni ritmiche, tra minimalismo, krautrock e cascate pianistiche à la Lubomyr Melnyk, creano un movimento cinetico, circolare, che trasforma l’intero album in un viaggio musicale specchio del viaggio reale che lo ha ispirato.
Il disco oscilla tra varie gradazioni di malinconia e di ombre allungate. Al centro, come spesso accade alla musica di Arthur, ci sono i grappoli di accordi e le cascate ripetitive di note al pianoforte che rendono subito riconoscibile il suono della “nuova” band. Manca quell’ironia che era caratteristica del padre, ma dovremmo essere soddisfatti che il progetto continui e il percorso rimanga coerente tra personaggi così diversi e dopo tanti anni di musica.


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