ONEOHTRIX POINT NEVER- “Magic Oneohtrix Point Never” cover albumOnehotrix Point Never ha pubblicato il successore di “Age Of” il 30 ottobre. Il disco, che non nasconde la propria natura autoreferenziale, si chiama “MAGIC ONEOHTRIX POINT NEVER”, tutto in caps lock e detto in breve “mOPN”. Benvenuti nel magico mondo di Daniel Lopatin, dunque, da sempre mastermind del progetto che ora apprendiamo essere residente a New York.

0PN ha preparato un’opera definitiva con il suo entusiasta nono album in studio, interamente prodotto durante il lockdown, con la ‘produzione esecutiva’ di The Weeknd, che fornisce anche la voce insieme ad Arca e Caroline Polachek.

“Magic Oneohtrix Point Never” è intitolato così dopo l’errata pronuncia di Magic 106.7, una stazione radio locale di Boston, Massachusetts; lo stato in cui è cresciuto Lopatin aka 0PN e dove è stato creato l’album. La programmazione ‘contemporanea per adulti’ della stazione radio è un’influenza formativa e duratura sulla musica di 0PN, ed è chiaro che ha salvato il titolo di questo album per alcuni dei suoi più completi tributi alle sue influenze, ma rifratto attraverso i suoi stili prismatici per illustrare la distanza tra quell’epoca e questa, con alcuni dei suoi sound design più sfuggenti, illusori e accattivanti, avvolti in un mix di arrangiamenti incredibilmente labili e pop.

Scritto tra marzo e luglio, i risultati di questo disco parlano da soli come il record più ampiamente accattivante del nostro, ponendo tipicamente l’avanguardia e la curiosità al servizio di una narrativa tumultuosa che ha davvero bisogno di una sorta di gioco di simulazione di viaggio. “Magic” è suddiviso in suite: sottotitolate “Drive Time”, “Midday”, ecc. – che sono interrotti da brevi parlati, che trasformano le voci geniali dei DJ in minacciosi avvertimenti. Per lo più scherniscono l’idea di ‘musica di sottofondo’ o ‘musica da ascensore’ – suoni che hanno una funzione utilitaristica, proprio come fa spesso la radio.

Ad anticiparlo tre tracce, in pratica un frullato di library music e folk pop ipnagogico. L’ultima di queste, “Long Road Home”, presenta il contributo di Caroline Polachek ed è la più compiuta del lotto – detta con la nota stampa, si tratta di una ‘contemporary sonata’ – oltre che la più coerente con il precedente lavoro, e dunque parliamo di pop in senso lato. Un pop sornione e barocco con svariati punti di luce, smaltato di orientalismo ma anche di folk magico e chamber music. A seguire viene condivisa un’altra suite di cinque brani tra cui il noise-gaze pop di “I Don’t Love Me Anymore” e le sognanti “The Whether Channel” e “No Nightmares”, quest’ultima una power ballad con ospite The Weeknd.

Nonostante le migliori intenzioni di un programmatore, la radio è spesso solo il rumore di fondo per la vita di qualcuno, il ronzio dell’esistenza mentre uno si fa strada per fare la spesa o gironzolare per casa. Ma Lopatin è più interessato agli effetti che questo rumore costante ha sul proprio subconscio e cosa succede quando quello che c’è alla radio cambia improvvisamente. Il lavoro di Daniel ha sempre riguardato il modo in cui la musica e la memoria si fondono; la magia rende questa connessione più concreta.

Un disco semplice e divertente, non sorprendente, ma autocelebrativo, dedicato a coloro che poco conoscono la musica del nostro e ne vogliono assaggiare la parte più scintillante!!!