Esce “Networker”, il nuovo album di OMNI, il primo per il gigante indie Sub Pop Records. Il loro sound è sempre definito da batterie minimali, bassi vincolati, roventi chitarre e voci sicure e disinvolte, ma fin dalle prime note del brano di apertura ‘”Sincerely Yours”, si capisce immediatamente che “Networker” suona più pulito e più “hi-fi” dei precedenti lavori, “Deluxe” (2016) e “Multi-task” (2017).
La partenza è entusiasmante e permette all’ascoltatore di godersi le nuances dei loro meticolosi arrangiamenti. Ma non c’è da preoccuparsi, i riff à la Gang of Four e Wire sono sempre presenti, ma la produzione risulta più seducente e le armonie più ampie. Nonostante un approccio più post-punk nei precedenti dischi, il nuovo lavoro è un perfetto mix dei migliori suoni anni ’70-’80 arrangiati in chiave contemporanea, con agganci, strumentali e vocali, un po’ ovunque, che coinvolgeranno l’ascoltatore fin dal primo ascolto.
La raccolta contiene undici pezzi che fanno dell’obliquità la loro caratteristica, ma suonano più morbidi che in passato, ma il tutto non va a discapito della riuscita dell’opera perché la musica risulta comunque fresca e coinvolgente con una componente di solarità che non risultava in passato.
Le composizioni mantengono sempre una ritmica schizofrenica, le melodie sono pregne e i riff si rifanno agli anni settanta generando una tensione che è simile ai film di spionaggio oppure ai thriller. L’uso degli strumenti raggiunge un livello di ecclettismo notevole sia nella coralità che nei solo. La formazione è composta dall’ex Deerhunter Frankie Broyles alla chitarra e Philip Frobos alla voce e basso (il terzo membro, nonostante le foto in rete, è difficile da individuare, potrebbe essere il produttore Nathaniel Higgins o un batterista ospite…).
L’intero album totalizza una mezz’ora soltanto di musica, ma gli undici brani sono scattanti e urgenti come non si sente spesso!!!


Please follow and like us:
error