Non sono mai stato un fervente seguace dei Motorpsycho, ho sempre trovato divertente ascoltare i loro dischi, ho pensato che fossero eccellenti musicisti, ma non altrettanto dal punto di vista compositivo.
All’inizio della loro carriera l’eccentricità era la loro cifra stilistica, dal metal al country, dal folk ad una psichedelia floreale, per poi codificare la loro proposta, a partire dal 2008 circa, in una forma di space-psychedelic-prog-rock che aveva come riferimento gli Hawkwind.
“The crucible” è un EP, ma i nostri non hanno una concezione del tempo normale, per cui trattasi di un dischetto di quaranta minuti con tre pezzi lunghi, si presenta meglio strutturato rispetto al precedente “The tower” e, soprattutto, meno ambizioso.
L’apertura è affidata a “Psycotzar” brano potente che non conosce esitazioni spingendo gli strumenti fino al passaggio in cui le atmosfere si fanno oscure e drammatiche.
“Lux Aeterna” da un saggio della loro passione per il prog rock con aperture melodiche che profumano parecchio di anni settanta e di gruppi che fecero la storia di quel genere. Gli Psychos immettono però inserti di chitarra rumorosi che permettono alla traccia di mantenere alta la tensione.
Il brano omonimo, di oltre venti minuti, mostra dinamiche che riportano ai King Crimson anche se il trio è in grado di effettuare deviazioni verso strade ricche di feedback e assoli in stile psichedelico.
In definitiva un album che andrà a rimpinguare il repertorio live del gruppo che è quello che ai Motorpsycho riesce meglio!!!


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