Dovreste sapere come la penso sullo stato di salute del blues e del rock-blues, nel caso non ve lo ricordiate vi rendo edotti sul fatto che non esce niente di veramente interessante da tantissimi anni, soprattutto sul versante del rock-blues. Sono conscio che vi siano tanti appassionati di tale genere, per cui non mi sembra giusto privare costoro di presentazioni di dischi che presentano caratteristiche di qualità in grado di accontentare i fruitori.
Oggi in molti si muovono in rete per reperire informazioni, per controllare quante visualizzazioni abbia avuto un musicista sul web e, in base a questo fatto, decretare la bravura o meno di un personaggio.
Non è facile trovare del blues in Internet, a meno che a suonarlo non sia il cantante e chitarrista Michael Lee. Ad oggi più di 6 milioni di persone hanno guardato il video della sua straordinaria interpretazione del classico di B.B. King, “The Thrill is Gone”, che è stata uno dei momenti più interessanti della versione tedesca del programma televisivo “The Voice”.
Per questo motivo Lee è visto come una speranza del blues, capace di ampliare il pubblico di questo genere, rendendolo più popolare. Con la pubblicazione del suo omonimo album di debutto per casa Ruf è arrivato per Michael il grande momento. Racconta l’artista: «Questo disco è stato un viaggio, un viaggio molto divertente». Anche se non manca la versione del classico di B.B. King, gli altri dieci brani dell’album sono tutti originali del chitarrista. Originario del Texas, Lee fin da piccolo è stato immerso nel blues: «Provenendo da Dallas e Forth Worth, non c’è da meravigliarsi che sia stato molto influenzato da Freddie King e Delbert McClinton. Ma ci metto anche il mio stile. Io suono una sorta di r&b texano retrò con un pizzico di rock’n’roll».
L’abilità con cui Lee coniuga la tradizione con il suo stile è incredibile. Il suo modo veloce di suonare la chitarra e la sua voce soul gli hanno permesso di passare dai piccoli concerti nei locali di provincia a grandi esibizioni per un pubblico di oltre otto milioni di telespettatori del programma “The Voice”. Nel 2019 il nostro si è anche esibito con la leggendaria B.B. King Blues Band. L’idea di un album di studio gli frullava in testa già da un po’: «Già prima delle prove con la band avevo una chiara idea di come l’album avrebbe dovuto essere e grazie all’aiuto dei produttori Nick Choat e Nick Jay, tutte le aspettative sono state soddisfatte». Come si può notare ascoltando “Michael Lee”, la voce dell’artista viene direttamente dall’anima ed in effetti le canzoni sono state registrate in modo anche da non perdere l’emozione nuda e la magia spontanea che si sviluppa durante la performance tra Michael (chitarra elettrica ed acustica, voce) e la sua eccellente band che comprende Blaine Crews (percussioni), Scott Lee (basso), Colin Campbell (B3, Rhodes, pianoforte), Preston Lewis (sassofono), Evan Templeton (tromba), Jordan Carr (tromba), Charley Wiles (chitarra), Clint Simmons (batteria, percussioni) ed Anthony Farrell (B3, tastiere). In un’epoca in cui la musica è spesso trattata come merce, Michael Lee è il bluesman che speravamo arrivasse, con un disco in cui dimostra tutto ciò che sa fare. «Non vedo l’ora che arrivi il futuro», dice pieno di speranza Michael Lee, «e sono curioso di vedere cos’altro succederà…»!!!


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