MC 900 FT JESUS – ‘One Step Ahead Of The Spider’ cover albumQuasi sicuramente non vi ricorderete di ‘un povero Cristo alto solo 900 piedi’, pensavo che la Levi’s e la Opel Tigra sarebbero riuscite a mantenere il ricordo di una proposta musicale di notevole qualità. Invece nessuno ha più memoria di Mark Griffin, in arte ‘Maestro di Cerimonia Jesu Alto 900 Piedi’. Ed è un vero peccato perché le musiche del nostro sono veramente splendide e la sua discografia, comunque parca, non è da meno!

I posti in cui iniziano i musicisti, i posti in cui finiscono e il modo in cui arrivano da lì a qui sfidano la logica così spesso che la prevedibilità non ha più molto peso nell’equazione. Mark Griffin era un trombettista classico formatosi al conservatorio che faceva sessioni e lavorava duramente in un negozio di dischi di Dallas quando ha provato a tagliare alcuni ritmi hip-hop e a sovrapporre campioni e la sua voce; in un minuto di mixmaster, era MC 900 Ft Jesus (nome per gentile concessione di Oral Roberts), sulla buona strada per un’affascinante carriera come narratore di beatbox e fantasioso architetto del suono.

Come documentato nell’EP di quattro canzoni del 1989 e nell’album dell’anno successivo, i primi lavori di Griffin non sono rap o techno, sebbene l’MC, lavorando con il giradischi impiega certamente elementi di entrambi. Groove loop con elementi non comuni sono il punto di partenza per collage audio semplici ma fantasiosi e invenzioni liriche distorte con più propulsione in avanti rispetto agli industriali e meno azione verbale rispetto ai rime.

“Welcome to my Dream” libera Griffin dalla sua crescente dipendenza dalla tecnologia, utilizzando un complemento di musicisti dal vivo competenti per erigere un jazz da podio noir ritmicamente intricato e stilisticamente vario, funk percolante e hip-hop saltato sono i puntini fondamentali – su cui racconta i suoi studi sui caratteri problematici. Griffin ha un talento melodrammatico per i dettagli evocativi del film d’arte. Griffin non è ancora un maestro della sua consegna verbale o della sua musica; i migliori ritmi superano di gran lunga quelli che si limitano a lavorare a lungo. Allo stesso modo, le sue favole sono meno avvincenti su disco che su carta. Molte promesse, ma questo canale non è ancora del tutto sintonizzato.

Una nuova etichetta, una band al completo (con percussioni indiane in contrasto con i fiati) e un ospite in una canzone che risponde al nome del chitarrista Vernon Reid aiutano a elevare la statura creativa degli MC 900 Ft Jesus in “One Step Ahead of the Spider”. La raffinatezza di uno stile vocale vivido è accompagnata da un vasto miglioramento nelle eliche ideate per trasmettere i testi. Il legame di Griffin con l’hip-hop è sparito: la musica di “New Moon” e “Tiptoe Through the Inferno” è un jazz fluido in cui la voce funge solo da uno degli strumenti. “But If You Go” ribolle leggermente con techno-funk elettronico e dolci cori; “Gracías Pep‚” si increspa su un letto d’ambiente leggero; “New Year’s Eve” (il momento clou dell’album, uno studio sul personaggio ispirato ed evocativo di “A Confederacy of Dunces”) scivola su una leggera rottura delle percussioni. Agli strani estremi del disco, Griffin canta quasi “Stare and Stare” di Curtis Mayfield sopra l’anima wah-wah di Reid, mentre “Bill’s Dream” è uno strumentale tranquillo che dà alla star la possibilità di riposare la voce e suonare il clacson.

Ancora oggi, a riascoltarlo, provo una gioia irrefrenabile e mi domando come quasi trent’anni fa, io che ero immerso nel classic rock, potessi dedicare attenzione ad un simile disco. Eppure accadde e, probabilmente, fu uno di quegli album ‘ponte’ che mi hanno permesso di attraversare il guado verso altre forme musicali!!!