MAYA HAWKE: “Blush” cover albumDopo l’uscita indipendente dei singoli “To Love a Boy” e “Stay Open” nel 2019, Maya Hawke(“Stranger Things”) torna con un debutto profondamente personale. La Hawke, che ha scritto i testi, ha proseguito la sua collaborazione con Jesse Harris, che ha scritto la musica dell’album. Dalla intensa e spontanea collaborazione tra i due, è nato “Blush”, una collezione di messaggi segreti, comunicazioni nascoste tra Maya e le persone della sua vita.

La Hawke è figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke. Penso che tutti li vorrebbero avere come genitori. Sono famosi, belli, ricchi, creativi, molto probabilmente anche simpatici, pure da divorziati. Di certo gli stimoli artistici non devono essere mancati alla giovane Maya Hawke, cresciuta con l’assillo con cui tutti i figli d’arte si trovano a dover far conto, ovvero il confronto con quanto realizzato da parenti tanto celebri. Forse per evitare paragoni con due genitori tanto celebri, la nostra ha deciso di orientarsi verso la musica: un po’ grazie alle cassettine che il padre (grande appassionato) le compilava quando era piccola, ma probabilmente anche un po’ per sfuggire ad antipatici raffronti: “Con la recitazione, devi sempre fare provini e attendere che qualcuno ti offra la possibilità di metterti alla prova. Il bello della musica, invece, è che non devi aspettare che qualcuno ti dia il permesso: lo fai e basta.”

L’album in questione contiene dodici brani interessanti e piacevoli. “Blush” riflette la sua dichiarata ammirazione per cantautrici come Joni Mitchell, Fiona Apple e Taylor Swift, ma ricorda molto anche Laura Marling e il progetto musicale di un’altra attrice (Zoey Deschanel), gli She & Him. È un ottimo lavoro quello realizzato da questi due, Maya e Jesse, che mette in mostra una buona scrittura, degli ottimi arrangiamenti e soprattutto una bella voce. I primi cinque brani in scaletta, tra cui si trovano tutti e quattro i singoli anticipatori, sono nel loro genere assolutamente perfetti, e mostrano quanto la Hawke possieda tutte le carte in regola per reggere diversi registri: quello più introspettivo (“Generous Heart”, “Coverage”), quello più malinconico (“So Long”), quello più melodico (“By Myself”), quello più grintoso (“Animal Enough”). Anche la seconda parte del disco, sebbene non tutta di analogo livello, presenta un paio di canzoni sopra la media, in cui è sempre la voce di Maya ad avere il primo piano grazie a scelte stilistiche molto misurate e mai invadenti: “Bringing Me Down” e “Goodbye Rocketship” sono dolcissime e bellissime; analogamente ben riuscita è una traccia come “Cricket” che esula dalla diffusa propensione per il country-folk.

Un’opera che mette in mostra un talento da coltivare, al punto da consigliare alla nostra di dedicarsi a tempo pieno anche a questa carriera!!!


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