Registrato nell’agosto del 1972 ai Trident Studios di Londra da Ken Scott e ai CBS-Studios di New York da Jim Green. Prodotto dalla Mahavishnu Orchestra. Nata nel 1971 e scioltasi nel 1976, per poi ricostituirsi nel 1984 e chiudere definitivamente i battenti nel 1987, la band fu creata dal chitarrista Mahavishnu John McLaughlin e dal batterista Billy Cobham.
Tra le produzioni della formazione, l’album di debutto, “The Inner Mounting Flame”, è forse il migliore tanto da essere stato incluso nella lista dei 100 Best Jazz Albums; solo poco tempo dopo i cinque talentuosi musicisti hanno registrato l’album di studio “Birds Of Fire”.
Nei 9 originali di John McLaughlin, a cui si aggiunge “Miles Beyon” di Miles Davis, la Mahavishnu Orchestra propone una significativa fusione di rock dinamico con complessi ritmi indiani ed elementi appartenenti alla tradizione musicale occidentale.
Nel brano di apertura da cui prende il titolo l’intero album, i musicisti combinano uno stile alla Jimi Hendrix con melodie estese, mentre in “Miles Beyond”, avvalendosi di potenti groove e raffinati riff, gli artisti attingono a tutto ciò che da sempre rende grande il jazz.
Con una corposità che ricorda quella della musica da camera, “Birds of Fire” prosegue con “Thousand Island Park”, pezzo che fiorisce in colori tenui, a cui si contrappone “Hope”, la cui la musica si comporta come l’acqua inesorabile di una cascata: cerca disperatamente la propria via. Poi arriva “One Word”, brano in cui le strutture sonore finemente bilanciate si spostano verso le sonorità quasi techno del violino, per continuare con “Sanctuary” in cui l’ascoltatore è invitato a prendere parte ad una sorta di processione interiore. Non c’è tregua, è tutta una successione di emozioni fortissime fino ad arrivare al familiare suono funky di “Open Country Joy” che calma l’ascoltatore e lo accompagna verso una nuova ed intensa avventura: con i suoi paesaggi sonori in lenta crescita, il brano di chiusura “Resolution” è la quintessenza di tutto ciò che rende sublime la New Music, come venne definita allora all’inizio, per poi essere sostituita con il termine jazz-rock.
Tutto nacque alla fine degli anni sessanta grazie a Miles Davis e ai suoi dischi “In a silent way” e “Bitches brew”, terminati i quali, tanti dei musicisti che vi parteciparono dettero vita a gruppi nuovi. Fu il caso di Chick Corea con i Return To Forever, Joe Zawinul e Wayne Shorter con i Weather Report, John McLaughlin con la appena citata Mahavishnu Orchestra, Tony Williams con i Lifetime, i Dream dei fratelli Brecker e tanti altri.
Fu un tentativo di dare un’ulteriore sterzata al jazz che se la stava passando male in termini di creatività e seguito. Era una musica in grado di fondere jazz, rock e funk, con una strumentazione tipicamente rock dove gli strumenti elettrici, le tastiere e la strumentazione elettronica in generale hanno un ruolo predominante nel determinare il suono. Questo formato ebbe il suo momento di gloria tra gli inizi dei settanta fino intorno alla metà di quella decade. Dopo divenne molto più orecchiabile, in grado di arrivare anche ad un pubblico non necessariamente di estrazione jazz. All’inizio degli anni ottanta nasce la GRP Records, casa discografica newyorkese che ben presto diventa la maggiore scuderia di musicisti fusion in circolazione, tutti artisti di grande talento che danno vita ad una produzione caratterizzata da lavori tecnicamente di grande pregio anche se spesso piegati ad un consenso commerciale che vuole essere il più vasto possibile, con la conseguenza di diventare maniera a discapito della ricerca e della creatività.
Scusate lo sfogo, ma erano anni che aspettavo il momento per fare questa affermazione. Non preoccupativi, non è il caso di “Birds Of Fire” lavoro ancora in grado di solleticare la nostra curiosità e soddisfare il nostro udito!!!


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