MAGIK MARKERS: “2020” cover albumTornati alla ribalta a luglio con l’ottimo EP “Isolated From Exterior Time: 2020”, prima registrazione a sei anni da “Surrender To Fantasy”, i Magik Markers pubblicano un lavoro inedito, intitolato semplicemente “2020”. Erano setti anni che non ascoltavamo qualcosa di nuovo dal trio, una formazione che all’esordio si fece apprezzare per una proposta fatta di noise in chiave lo-fi. D’accordo che negli ultimi tempi, prima del silenzio discografico, si erano orientati verso il formato canzone, ma risulta impressionante che l’album si apra con una ballata al piano come “Surf’s up” (anche se poi sfocia in un’improvvisazione chitarristica).

Il gruppo è formato da Elisa Ambrogio, canto e chitarre, Pete Nolan alla batteria e dal bassista John Shaw e bisogna ammettere che nel loro sound sono ancora presenti elementi bizzarri che non seguono i dettami imperanti ai giorni nostri, si avvertono ancora linee vocali sporche, una certa lateralità continua a permanere, però è difficile rimanere sconvolti da quanto ascoltiamo perché ormai le nostre orecchie si sono assuefatte anche ai suoni più disturbanti.

Ad anticipare l’album tre brani che mostrano il trio particolarmente ispirato: i sette minuti di art-noise sporcati da un fangoso groove doom di “CDROM”, i potenti e caotici riff sabbattiani per quattro quarti claudicanti di “That Dream (Shitty Beach)”, nonché la toccante ballata di “Born Dead”, che sommerge l’americana in suggestivi riverberi dal tiro pop. Quanto basta per affermare che i nostri sono ancora in grado di proseguire lungo una strada che sembra quasi d’altri tempi.

Ci sono pezzi incalzanti, affilati e dotati di groove maestoso (“Find your ride”), bordoni percorsi da voci spettrali, lamenti e battiti percussivi (“Hymn for 2020”). Non mancano alcune ballate, la già citata “Born dead” e “Quarry (if you dive)” e neppure accenni ad un indie-rock chitarristico e in distorsione che presenta melodie accattivanti (“You can find me”) che permettono al disco di presentarsi in modo vario, aggiungendo profumi e sapori inediti.

Pur dovendo ammettere una sostanziale normalizzazione del loro sound, ai nostri piace, comunque, rimanere nell’underground ed è proprio questa attitudine che ce li fa amare incondizionatamente!!!