“Spook The Herd” è il quarto album degli indie rocker Lanterns On The Lake capitanati da Hazel Wilde. Per le registrazioni del disco la frontwoman ha lavorato ai brani in completo isolamento prima che la band li sviluppasse e perfezionasse.
Inoltre per le lavorazioni del disco la formazione si è allontanata per la prima volta dalla natia Newcastle per registrare nello Yorkshire, ai Moving Distant Studios, dove Joss Worthington si è occupato delle registrazioni. «Siamo una band chiusa quando lavoriamo e affidarci ad altre persone – scrive Wilde in una nota – non è sempre facile per noi». Worthington ha fatto naturalmente eccezione.
Si tratta di un lavoro che ha come tema quello della paura, dell’ansia, della preoccupazione che nasce a causa di essere parte di tempi difficili e turbolenti, con Hazel che riesce a passare da situazioni personali a considerazioni universali senza mai toccare la retorica o la banalità.
Il modus operandi per la stesura degli inediti ha previsto un primo periodo in cui la cantante Hazel Wilde si è allontanata da tutti per poi tornare in studio e lasciare che gli altri membri del gruppo mettessero le mani sulle canzoni per impreziosirne e dare loro una forma finita.
Musicalmente il gruppo ha sempre avuto come cifra stilistica un post-rock di carattere melodico con la chitarra di Paul Gregory che si diletta negli arpeggi, mentre la batteria, nelle mani di Ol Ketteringham, ha un incedere marziale e pulsante. Oggi il suono si è fatto, se possibile, ancor più abbordabile e diretto, forse perché e stato registrato live in studio. In alcuni momenti si avvicinano al dream pop di vecchia memoria.
È un album incentrato su diversi livelli di crisi, come sopra spiegato, da quella esistenziale, che passa attraverso i social, a quella della situazione politica inglese e internazionale fino a quella ben più grave riguardante l’ambiente. E questo ovviamente lo si avverte sia nella musica che nel cantato di Hazel. I pezzi assumono toni angosciati ed emozionali e strumentalmente toccano vertici di ricerca non usuali pur mantenendo una certa immediatezza e risultando sempre sinceri, personali ed originali, lontani dalle mode.
La produzione è forse un po’ troppo pulita, ma riesce a fermarsi un attimo prima di scadere nel barocchismo!!!


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