LALO SCHIFRIN: “Bullitt O.S.T.” cover albumRegistrato nel dicembre del 1968 ai Western Recorders, Hollywood, da Lee Herschberg. Prodotto da Jimmy Hilliard. Un inseguimento automobilistico ad alta velocità tra una Dodge Charger ed una Ford Mustang, con il super poliziotto Bullitt al volante che spinge il sicario fuori strada ed in una stazione di servizio che esplode e lo incenerisce.

Prima di allora, violenti scontri, coprimozzi che volano dappertutto e il personaggio principale Steve McQueen che cambia cupamente marcia e sfreccia per le strade di San Francisco, le ruote che urlano e la gomma che brucia. Fu così che Hollywood organizzò uno degli inseguimenti automobilistici più lunghi e drammatici, molto prima dei giorni dell’ABS e della frenata assistita.

Tanto emozionante quanto la sceneggiatura del film “Bullitt” di Peter Yates del 1968 è la musica che Lalo Schifrin ha scritto per il film, noto compositore, arrangiatore e pianista argentino. Il risultato finale è una colonna sonora entusiasmante che fonde abilmente le tradizionali tecniche di musica orchestrale con i ritmi e le oscillazioni del jazz classico.

Sono sue le colonne sonore di film come “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo”, “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan”, “I tre dell’Operazione Drago”, “Brubaker”, il tema di “Mission: Impossible” e le musiche del film “Tango” di Carlos Saura del 1998. All’età di 20 anni, ottiene una borsa di studio al Conservatorio di Parigi. Di notte, suona jazz nei club di Parigi. Nel 1955, Lalo suona il pianoforte con l’argentino Astor Piazzolla, e rappresenta il suo paese al Festival Internazionale del Jazz di Parigi.

Il tema principale della colonna sonora, metricamente spigoloso, ritrae alla perfezione il misterioso protagonista che sferra il suo attacco alla velocità del fulmine. Questa combinazione è perfettamente presentata in “Bullitt (main title)”, uno strumentale jazz-pop che inizia con una linea di basso spigolosa e staccata e si sovrappone rapidamente alla chitarra jazz e raffiche di ottoni controllate per creare una melodia che oscilla ed emoziona tutto in una volta.

Inizialmente la musica viaggia attraverso un semplice terreno latino, ma gradualmente la trama ritmica cambia e prende un percorso più ruvido, con colpi e martellamenti. Le leggendarie linee di flauto creano una placidità compensatoria con nuvole ariose che fluttuano sopra il mix tagliente. Una traccia davvero speciale è “Shifting Gears”: qui si ascolta Schifrin che accorda la macchina, manipolando una vivace bossa nova fino a farla diventare un rock pulito e scorrevole. “Ice Pick Mike”, un tema di inseguimento che va dal pianoforte e percussioni a uno strumentale jazz in piena regola completo di una sezione di fiati selvaggi. Altrove Schifrin rallenta efficacemente i ritmi per creare strumentali lussureggianti che riescono a creare uno stato d’animo più leggero e pensieroso senza perdere il loro tocco jazz: “The Aftermath of Love” sovrappone linee gentili di tromba e flauto su ritmi addolciti dalle corde e “The First Snowfall” è un pezzo brillante, guidato da un corno che applica la sezione degli ottoni oscillante dell’album a una melodia di stampo pop. Tutto sull’album è visivamente evocativo come dovrebbe essere una buona musica da colonna sonora, eppure i singoli tagli sono abbastanza stretti e melodici da reggere gli ascolti ripetuti. Il risultato finale è un lavoro che funziona sia come colonna sonora che come album autonomo. Questa combinazione unica fa di “Bullitt” uno dei migliori risultati nel catalogo del compositore argentino e una delle migliori colonne sonore di film d’azione mai scritte!!!