KING KRULE – ‘You Heat Me You Cool Me Down’ cover albumKing Krule ha ventisette anni, i capelli rossi, la faccia strafottente di chi ha trascorso quella che si definisce un’infanzia burrascosa. E di chi, quando di anni ne aveva diciannove, ha esordito con una delle più importanti etichette indipendenti, la stessa con cui ancora incide, con uno di quei dischi il cui successo rischia di seppellirti per sempre. Invece il nostro è ancora tra noi attraverso la pubblicazione di questo disco live che contiene registrazioni risalenti al 2020, un tour programmato a sostegno di “Man Alive!”, interrotto dopo sei spettacoli per i motivi che tutti conosciamo. Accompagnato da una fidata band di cinque elementi (tra cui spicca il sax di Ignacio Salvadores) il ragazzo ripercorre equamente le sue precedenti produzioni, ad esclusione di “A New Place 2 Drown” del 2015, uscito a suo nome, Archy Marshall, e non con lo pseudonimo di King Krule. Rinnovare molte di queste tracce (come sembra Archy ogni volta che suona – è eccellente dal vivo!), “You Heat Me Up, You Cool Me Down” è un ascolto imperdibile per ogni fan della musica di Krule, in particolare dei due dischi più recenti “The Ooz” e il già citato “Man Alive!”.

Con momenti eccellenti disseminati ovunque, è difficile restringere l’LP a una piccola selezione di episodi salienti. La versione più tranquilla e basata sul riverbero di “A Slide In (New Drugs)” è molto diversa dall’originale, “Easy Easy” è finalmente benedetta dal fenomenale talento percussivo di George Best dopo anni di richieste da parte dei fan e la title track di “The Ooz” è resa ancora più emozionante dalla possibilità di respirare per ben sette minuti e appoggiandosi maggiormente al background jazz di Marshall piuttosto che affidarsi così tanto al riff centrale della canzone. Quasi ogni traccia qui riceve nuova vita, rivitalizzata da un’alta energia e molti trovano persino miglioramenti rispetto alle loro versioni in studio come “Perfecto Miserable”, che non ha mai suonato meglio.

La voce di Archy è tipicamente estrema, passando dalle sue parole gentili alle sue urla dal suono disperato senza preavviso e consegnando i suoi testi unici e poetici magnificamente allo stesso modo del solito – la voce di Marshall è strana in quanto su quasi tutte le tracce pop sarebbe terribile, ma nel mondo musicale che ha creato è impossibile immaginarne una più adatta.

Con una tracklist così fantastica, performance intensamente appassionate e modifiche francamente geniali a tracce già sbalorditive, “You Heat Me Up, You Cool Me Down” è un fantastico ascolto dall’inizio alla fine, senza mai crollare di energia (come scherza il nostro quando dice che rallenterà prima di lanciarsi in una folle performance di “Stoned Again”, una dei suoi brani più energici). Dimostra ancora una volta che il 2021 è un grande anno per essere un fan del rock britannico contemporaneo tra questo e il brillante album di debutto dei Black Country New Road, “For The First Time”. Il lavoro di Krule continua a diventare meno cupo, abbandonando il suo personaggio autodistruttivo e lasciando il posto a un aspetto più leggero e ottimista (evidenziato dalla performance del suo primo singolo pop-rock ispirato da The Streets, “Rock Bottom”).

La paternità gli avrà sicuramente giovato, ma mi sembra che siamo di fronte al solito adorabile schizzato di sempre!!!