Killing Joke (Photo by Federica Pasqualetti)

“What can I say about being in a band with your best friends forty years later? It’s the best thing in the world!” (Jaz Coleman)
I Killing Joke hanno attraversato quarant’anni di storia della musica con disinvoltura, e sono ora a presentarci il tour “Laugh At Your Peril” che ne celebra l’anniversario.
Su un intro ritual ambient si intravede Jaz nella penombra che detta il colpo al batterista. Come un fulmine a ciel sereno “Love Like Blood” esplode e Jaz nel suo elegante pastrano nero si muove con l’innata teatralità un po’ meccanica che lo contraddistingue da sempre. Il palco è troppo angusto, Jaz è uno che di solito ama spaziare… Il pezzo è difficile ora per le sue corde vocali, troppo acuto, e poi a voce fredda… eppure non un grammo di magia in meno. Solo l’aspetto fisico dei musicisti ci dice che sono sulla scena da tanto tempo, né lo stile dei brani tantomeno i suoni tradiscono l’effettiva età dei Killing Joke. Sarà perché non sono mai stati rappresentativi di un’epoca ma hanno sempre e solo proposto musica con la cifra stilistica che li ha resi riconoscibili ed unici da sempre, pur attraversando diversi ambiti musicali. E se si ha classe, lo stile non invecchia… La scaletta ripropone una panoramica dei loro brani più amati, la band suona granitica e marziale, Coleman è il naturale fulcro che dirige e la performance risulta notevole anche se lesa da una non ottimale condizione tecnico-acustica. Passiamo attraverso tutti i loro classici, da “Eighties” a “Requiem”, da “The Wait”, omaggiata dai Metallica nell’album “Garage Inc.”, a “Wardance”.
Non resta che aspettare un nuovo album curiosi di sentire cosa verrà fuori e impazienti di poterli risentire dal vivo…


Sempre che l’imprevedibile Jaz non decida di dedicarsi completamente alle altre sue passioni, la direzione d’orchestra e la composizione, che pratica già da anni in Russia e in Repubblica Ceca. Ha lavorato con la Filarmonica di San Pietroburgo e con l’Ensemble ceco Cechomor.
Se qualcuno volesse iniziare a seguire anche il Coleman colto, può iniziare ascoltando la prima mondiale di un suo brano, “Three Meditations on Compassion III ” dalla Prague Chamber Orchestra, il 2 marzo 2011 al Rudolfinum di Praga.


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