“Keleketla!” cover albumKeleketla! è il nome del progetto discografico nato all’interno della biblioteca indipendente di Soweto che porta lo stesso nome, che nella lingua Sepedi (una delle undici parlate in Sudafrica) significa “risposta”, e che ha coinvolto l’organizzazione benefica britannica ‘In Place of War’, a cui andrà una parte dei ricavati delle vendite, e artisti sudafricani, britannici, statunitensi, nigeriani e di West Papua, coordinati da Matt Black e Jonathan More, vale a dire Coldcut.

Keleketla! è un ampio progetto di collaborazione, che si estende da Johannesburg a Londra, Lagos, LA e Papua occidentale, è iniziato come un punto d’incontro musicale tra i cofondatori della Ninja Tune, i Coldcut, e un gruppo di musicisti sudafricani, inclusi jazzisti che rispondono al nome di Sibusile Xaba e il rapper Yugen Blakrok (“Black Panther OST”). Da quelle sessioni iniziali, il disco è cresciuto fino a comprendere una rete più ampia di luminari della musica, inclusi gli architetti Afrobeat Tony Allen e Dele Sosimi, i leggendari pionieri della ‘parola parlata’ di Los Angeles, The Watts Prophets, e l’attivista della Papua occidentale Benny Wenda. Nella capitale inglese i Coldcut si occupano dell’overdubbing e del mixing e il risultato è questo “Keleketla!”, esempio riuscito di ‘call and response’, di dialogo musicale tra idee diverse che s’incontrano e si fondono.

“Future Toyi Toyi” ha il compito di aprire il disco ed è commovente ascoltare ancora una volta l’inimitabile batteria di Tony Allen sulla quale si inseriscono le voci dei Soundz of the South. Si prosegue con “International Love Affair” dove allo stesso Allen si affianca il sassofonista più influente della attuale scena jazz inglese, Shabaka Hutchings. Questa accoppiata di musicisti consente di definire le coordinate di un lavoro sempre alla ricerca di dialogo tra generi musicali, bravo nel fare tesoro di quanto ‘In Place Of War’ e la stessa Keleketla provano a trasmettere in termini di valore terapeutico dell’arte, soprattutto nelle aree difficili (come Soweto). Un altro dei vertici della raccolta è “Freedom Groove”, con la partecipazione del trio proto-hip hop The Watts Prophet impegnato su un ritmo minaccioso squarciato dai fiati a mitraglia degli Antibalas, gruppo che incide per la meritoria Daptone di Brooklyn. La batteria di Allen ritorna in “Papua Merdeka” per un intreccio di hip hop, jazz e dub su cui The Lani Singers (Benny e Maria Wenda, marito e moglie) portano alla nostra attenzione la lotta in corso in West Papua contro l’occupazione indonesiana.

Quest’opera propone musica che chiama a raccolta gli ascoltatori, ha una valenza anche in campo socio-culturale e politico, per cui non rimaniamo indifferenti, ma rispondiamo presente all’appello di “Kelektla!”


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