JOSIAH JOHNSON- “Every Feeling On A Loop” cover albumJosiah Johnson – ex membro e fondatore dei The Head and the Heart – pubblica il suo album di debutto solista “Every Feeling On A Loop” per la ANTI. Come ha lui stesso dichiarato “Buona parte della crescita documentata in questo album riguarda la consapevolezza di come mi mostro al mondo e il nuovo singolo “Nobody knows” parla proprio dell’assumermi la responsabilità di come mi prendo cura di me stesso”. Una parte della mia esperienza con la dipendenza è ben rappresentata dal fatto che nonostante stessi vivendo un brutto periodo, non stavo chiedendo l’aiuto di cui avrei avuto bisogno.”

Dopo essere stato allontanato dalla band il nostro ha deciso di ripulirsi e di ritornare cambiando registro musicale rispetto a quanto fatto con la formazione precedente. Quel suono così edulcorato non si adattava ad un nuovo uomo che sentiva di essere sensibilmente maturato in termini di scrittura e sentimenti espressi. Nonostante tutto le canzoni qui contenute mantengono una freschezza melodica e la frizzante miscela di acustico ed elettrico dei giorni passati. Durante il periodo trascorso a disintossicarsi Josiah ha seriamente pensato di abbandonare la musica, per cui il processo che lo ha portato a scrivere i nuovi pezzi non deve essere stato facile ed indolore. I brani affioravano di continuo in testa a Johnson, poi l’incontro decisivo con il chitarrista e produttore Peter Lalish, membro dei Lucius, e un nucleo di musicisti proveniente da New York, infine l’idea di dare un suono a ciò che aveva pensato. La formazione che lo accompagna sembra quasi una piccola orchestra ed è sicuramente fondamentale per la realizzazione di un’opera che si muove nel territorio della canzone d’autore, leggermente venato di folk e con arrangiamenti che portano in ambiti già battuti da Harry Nilsson, Sufjan Stevens e Rufus Wainwright.

Sicuramente accattivanti le sinfonie di archi e fiati che impreziosiscono l’affascinante crescendo folk pop di “False alarms”, che permeano l’esotica, dalle calde atmosfere, “Woman in a man’s life” e pure la carezzevole e souleggiante “I wish i had”, soffice midtempo. La voce baritonale del nostro ben si adatta per poter interpretare tracce da ‘crooner’ come la fascinosa e crepuscolare “Rise up”, il folk rock da canto corale di “World’s not gonna end”, i sussurri alla Nick Drake di “Solve problems”, veramente splendida nella sua semplicità, il blues confidenziale e malinconico di “Hey kid”.

Disco che rincuora e rassicura, in cui il cantautore non ha stravolto quanto combinato in passato, ma lo ha solo reso più maturo dal punto di vista compositivo, modificando l’entusiasmo giovanile nella maturità degli arrangiamenti del singer-songwriter adulto.

Impossibile non commuoversi all’ascolto di questi ispirati dodici pezzi!!!


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