Continua l’encomiabile lavoro della Glitterbeat sul catalogo di Hassell. Dopo il grande successo delle ristampe di “Fourth World vol.1 e 2”, ora è il turno della riproposizione di un disco che era sparito dai radar da lungo tempo. Si tratta del lavoro del 1987 che il nostro trombettista fece uscire in collaborazione con i Farafina, gruppo di percussionisti del Burkina Faso.
A metà degli anni ’80 Jon era un personaggio sulla bocca di tutti gli amanti della musica ambient, grazie alle sue collaborazioni con Brian Eno. Questa raccolta è prodotta dallo stesso Eno e da Daniel Lanois. Si tratta di un’opera che ha cambiato il volto della world music contemporanea portando a compimento il percorso iniziato dall’artista americano con i precedenti lavori. È uno dei primi esempi di jazz ambient con strumenti prodotti digitalmente.
Jon Hassell, iconico ed elusivo compositore/trombettista americano, è stato pioniere e figura centrale di quel sound oggi noto come fourth world music, fondendo tecnologia moderna per il missaggio alla tradizione spirituale delle culture non occidentali. Pur essendo una naturale estensione del concetto di fourth world music di Hassell, l’opera mantiene un sound distintivo e distante dalle tipiche sonorità del nostro e dei Farafina.
Dieci sono le tracce che compongono la raccolta, in cui la tromba del maestro americano si muove tra un fitto strato di nebbia, compare e scompare a seconda delle necessità. Gli otto membri della band – che avevano anche collaborato con i Rolling Stones e Ryuichi Sakamoto – portarono alle sessions le loro datate esperienze, le percussioni virtuosistiche e trame melodiche (balafon, flauto, voci). Costruirono livelli e schemi di ritmo, mentre i produttori Brian Eno e Daniel Lanois (appena usciti dal successo di “The Joshua Tree” degli U2) crearono un’atmosfera sonora in cui potevano intrecciarsi creativamente con la tromba e le tastiere elaborate digitalmente da Hassell. Nonostante il loro iniziale scetticismo, i musicisti di Farafina hanno finito per assaporare la loro interazione con il team di studio e il trombettista/concettualista.
La musica emersa è stata ricca e rivoluzionaria, una mossa per trascendere i confini tra jazz, avanguardia classica, ambient e la profonda tradizione ritmica incarnata dai musicisti africani. In “Out Pours”, il groove sobbalza dolcemente, guidato da schemi mutevoli sul balafon, mentre la tromba, pesantemente trattata, di Hassell crea vortici di suoni che suonano e danzano attorno a loro. Sopra i ritmi impetuosi di Farafina, il piano elettrico e la tromba di Hassell scavano in profondità in idee astratte e melodiche accennate dalla band di Bitches Brew -era Miles Davis.
Pubblicato 32 anni fa “Flash of the Spirit” fu una rivelazione, un disco senza paralleli. L’album è un testamento della grande e silente influenza sulla musica contemporanea di Jon Hassell e dei Farafina.


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