Durante i suoi sessant’anni di carriera Wayne Shorter, undici volte vincitore di prestigiosi Grammy tra cui il Lifetime Achievement Award, ha pubblicato numerosi album e messo insieme un grande repertorio di musica poetica ed introspettiva che ha fatto di lui uno dei compositori jazz più significativi di tutti i tempi. Nel periodo tra il 1959 e il 1966 fu assoluto protagonista della progressiva esplosione del jazz.
Nel 2015 il vivace ottantunenne ha tenuto 3 indimenticabili concerti con la Jazz at Lincoln Center Orchestra capitanata da Wynton Marsalis. Queste tre splendide serate sono state immortalate nel doppio album “The Music of Wayne Shorter” che offre all’ascoltatore un avvincente percorso sonoro alla scoperta della musica del grande compositore e sassofonista americano.
Per l’occasione gli eccellenti musicisti della formazione di Wynton Marsalis hanno arrangiato versioni bellissime e complesse di opere che appartengono al primo decennio della carriera di Shorter come “Armageddon” che faceva parte dell’album del 1964 “Night Dreamer”, “Endangered Species” dal disco “Atlantis” del 1985, una toccante versione nello stile di Marsalis di “Teru” tratto da “Adam’s Apple” del 1966, “Lost”, da “Soothsayer” del 1965, presenta un dialogo in pieno relax con il pianista Dan Nimmer, “ESP”, il classico di Shorter per il quintetto di Miles Davis, mette in mostra tutta la classe di questo sassofonista, tra i più grandi di sempre, ma non riconosciuto tale tra gli ascoltatori di jazz.
Questa opera è un disco imperdibile che riecheggia una profonda affermazione di Shorter: «La musica non può fermare le guerre, ma, come dice il giudice, ‘quali sono le vostre intenzioni?’ Voglio che la musica sia portatrice di buone intenzioni, di un buon dialogo, della voglia delle persone di iniziare a pensare a cose a cui non avevano mai pensato prima». Questo uomo mi fa impazzire, non riesco a trovare le parole adatte per esprimere ciò che provo ad ascoltare i suoi brani!!!


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