JASON MOLINA- “Eight Gates” cover albumSecretly Canadian pubblica il 7 agosto 2020 il primo album postumo di Jason Molina, scomparso il 16 marzo del 2013 a Indianapolis per problemi di salute dovuti all’abuso di alcolici.

Intitolato “Eight Gates”, in riferimento ai sette ingressi della vecchia Londra, il lavoro comprende i brani solisti che il cantautore ha registrato mentre era residente a Londra tra il 2006 e il 2008. Secondo le dichiarazioni dello stesso Molina riportate dalla press, le canzoni sono state registrante mentre il musicista era ancora convalescente dal morso di un raro ragno, mentre i field recordings provengono dai discendenti dei pappagalli che Hendrix ha liberato a Londra negli anni 1960. Ovviamente sono tutte frottole, ma gli uccelli erano i protagonisti anche dell’ultimo album del cantante da vivo,” Autumn Bird Songs” (e anche quest’ultimo comprendeva a sua volta brani registrati molti anni prima).

Il disco viene approntato con un quattro tracce dallo stesso cantautore e contiene nove brevi pezzi, neanche mezz’ora di musica, che furono scritti in quelle sessions denominate ‘Spiders & Parrots’. Sono anche le ultime lavorazioni a nome proprio, non vennero mai portate a termine prima che nel 2013 si dovette assistere attoniti alla sua scomparsa dovuta ad un uso autodistruttivo dell’alcol.

Ci si accorge immediatamente che si tratta di una raccolta i cui brani sono irrisolti, non pronti per essere pubblicati, ciò nonostante mettono in mostra una sensibilità che non può non toccarci nel profondo dell’anima, forse in quanto ci ricorda la grandezza di un cantautore mai baciato dalla fortuna.

Jason si esibisce alla voce e alla sei corde a cui si aggiungono un organo, un violoncello, bordoni di synth e leggeri battiti elettronici. La magnifica “Shadow answer the wall” si connota per una batteria quadrata ed un giro di basso pulsante. Brani quali “Whisper away” e “Thirstle blues” sono lamenti angoscianti tipici della scrittura di Songs: Ohia; le tracce acustiche “The mission’s end” e “She says” sono folk e ricordano le esplorazioni del nostro in un album come “Let me go, let me go, let me go”. Gli altri brani si muovono tra momenti astratti (“Old worry”), intensità lacerante (“Fire on the rail”) e malinconia sognante (“Be told the truth”).

La traccia conclusiva, “The crossroads+The emptyness”, è ancora acustica e spoglia, in cui Molina prima di iniziare a cantare ringrazia tutti coloro che lo hanno aiutato a rimettere insieme il collage di questo lavoro. Pur nella sua incompiutezza “Eight gates” possiede la capacità di emozionarci e dimostra quanto grave è stata la perdita di un cantautore ispirato ed intenso quale Jason Molina!!!


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