Sophomore album per la cantante americana Jade Jackson. “Wilderness”, che segue “Gilded” del 2017, è stato paragonato come vocalità a Lucinda Williams, Emmylou Harris e Hope Sandoval dei Mazzy Star. Il disco esce su Anti ed è stato prodotto da Mike Ness. L’esordio già aveva messo in mostra una capacità nel trovare il giusto equilibrio tra radici country ed indie-rock, epica western e moderno cantautorato. Bravo era stato il leader dei Social Distortion nel trovare le appropriate coordinate sonore in grado di mostrare come a Jade non mancassero i numeri per imporsi a certi livelli.
Nel nuovo lavoro non assistiamo a decisi passi in avanti o verso altri lidi se si eccettua una propensione verso testi più autobiografici e, dal punto di vista sonoro, in direzione di toni più marcatamente R’n’R.
Nel periodo intercorso tra i due lavori la nostra ha avuto un incidente cadendo da una scarpata mentre faceva l’autostop. La sofferenza successiva e una pesante dipendenza da antidolorifici la aveva portata alla depressione nel momento in cui ne aveva smesso l’assunzione, questo è il motivo delle liriche personali che caratterizzano la raccolta, in cui notiamo anche riflessioni sulla sua futura carriera di musicista.
I brani si susseguono ora più up-tempo in altri momenti maggiormente suadenti, le sonorità spaziano tra country-folk, roots-rock e, grazie a melodie ottimamente disegnate, riescono a catturare l’attenzione al primo colpo. La voce è calda e pastosa senza disdegnare anche sfumature aspre, gli arrangiamenti commistione perfetta di energia ed eleganza.
Non siamo al cospetto di un lavoro in cui si può parlare di originalità, ma sicuramente non mancano genuinità, freschezza, scrittura e un suono in grado di essere coinvolgente. Quanto basta per sentirmi sicuro di consigliare l’ascolto!!!


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