Ora Jacopo Ferrazza, nuovamente affiancato dal chitarrista Stefano Carbonelli e dal batterista Valerio Vantaggio, dimostra il suo valore artistico con una nuova serie di composizioni originali riunite sotto il titolo di “Theater”, senza dimenticare che al proprio attivo hanno già un album, “Rebirth”, che ha ottenuto unanimi consensi critici.
Il trio di Jacopo Ferrazza si è costituito nell’estate del 2014, dopo i seminari di Siena Jazz e grazie ai preziosi consigli di Enrico Rava.
La musica spazia da un jazz moderatamente convenzionale a strutture più formali che riportano ad aspetti della scrittura classica per trio. Le atmosfere sono straordinariamente eterogenee, l’esecuzione sempre precisa e rigorosa ma senza mai scadere nella monotonia. In poche parole, il tipo di musica che sconfessa molte delle critiche più superficiali rivolte al jazz, ossia che è troppo libero, individualistico e privo di una direzione precisa.
In quest’album tutto ha un suo scopo ed una sua energia. Lo stile bassistico di Ferrazza ricorda alcuni dei virtuosi dello strumento: la grinta di Paul Chambers e Jimmy Garrison, l’autorevolezza di Charles Mingus e la sicurezza melodica di Ray Brown. E nonostante ciò Ferrazza rimane un uomo che pensa con la propria testa, un esponente, in continua evoluzione, di una nuova generazione di giovani bassisti assurti al ruolo di leader, che hanno saputo sfruttare il perfezionamento delle tecniche di registrazione per tirar fuori lo strumento dalla “sezione ritmica” e metterlo al centro della musica.


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