HAYVANLAR ALEMI- “Psychedelia In Times Of Turbulence”La band di Ankara, con questo album strumentale registrato in Italia, pone, decisamente, l’accento sulle sonorità più tenebrose e psichedeliche del proprio repertorio. Dopo le favolose esperienze discografiche con etichette culto quali Sublime Frequencies e Glitterbeat è tempo di cambiare registro. Tra i nomi tutelari i nostri oggi citano Tinariwen e gli statunitensi Yawning Man.

Da venti anni i nostri si cimentano in una miscela sonora capace di tenere insieme etnopsichedelia, fanfare di impronta greco-turca, un approccio surf con sconfinamenti nell’heavy-stoner e un impulso dub. Esprimono un fascino indicibile e si mostrano liberi da qualsiasi vincolo nelle loro improvvisazioni.

Gli elementi di matrice folk-rock, le suggestioni e le sfumature orientali, i paesaggi selvaggi nei quali la mano dell’uomo non ha ancora impresso il suo caotico e spesso distruttivo marchio, sono ancora vivi e presenti nel lavoro, ma restano sullo sfondo, vengono rallentati e diluiti all’interno di un magma sonoro che emerge dalle crepe dei tempi moderni, così frenetici e così estranianti.

Gli orizzonti di “News of the World”, di conseguenza, diventano sempre più tetri, le aperture suadenti e melodiche di stampo prog-rock che guardavano agli anni Settanta si trasformano nelle atmosfere drammatiche di “Referendum Day”, che danno corpo al malessere di fondo, agli incubi, al buio che incombe sulle nostre vite. “Kukonmaz MMXVII” tenta di rasserenare i nostri sensi con le melodie e le armonie di un passato folkeggiante.

Ma ben presto le chitarre tornano a dare profondità e mistero alla narrazione, facendoci cadere in una cripta di effetti distorti e riff metallici che guardano al doom ed al desert rock, dimenticando ogni interludio jazzistico iniziale, e che nella finale “Swans of St. Aarus” prendono il sopravvento su tutto il resto, lasciandoci sì sull’orlo del baratro, ma con la consapevolezza che la scelta adesso è solo nostra.

Un album godibilissimo, integralmente strumentale, un vero e proprio trattato di psichedelica dei giorni nostri, con lo sguardo ovviamente rivolto a Oriente.


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