Questo nuovo disco nasce con il desiderio di omaggiare, attraverso una serie di composizioni originali scritte da Giovanni Falzone per l’occasione, una delle formazioni più classiche in assoluto: Il Quartetto. La scelta di questo tipo di formazione parte dalla volontà di approfondire, dopo un periodo di indagine attorno alle sonorità elettriche, le potenzialità del suono acustico in tutte le sue sfaccettature. Utilizzare questo tipo di organico, storicamente inteso come il più “classico” delle formazioni, è stato un punto di partenza molto stimolante per architettare un lavoro di ricerca compositiva, dove Falzone ha cercato di miscelare il jazz con tutte le forme di scrittura e improvvisazione che durante il XX Secolo si sono avvicendate.
Le composizioni sono caratterizzate da una forte componente ritmica e melodica, attraverso la quale il Quartetto muove l’intero quadro sonoro. Fanno parte di questo progetto musicisti attenti e di grandissima sensibilità con i quali Falzone instaura fin da subito un rapporto di complicità ed intesa musicale grazie alla loro capacità di muoversi in diversi ambiti creativi.
«“L’Albero delle Fate” racconta di un luogo speciale. Da alcuni anni amo molto trascorrere il mio poco tempo libero sul delizioso Lago di Endine dove cammino, osservo, penso, immagino… e dove riesco a percepire la vita nella sua essenzialità e bellezza più alta, laddove è a contatto con la natura. Per questo mio nuovo lavoro discografico, ho voluto comporre una serie di “cartoline sonore” che narrano di sentieri, enormi sassi, alberi, animali, colori, fonti d’acqua; suoni e suggestioni. In un’epoca in cui quasi tutto finisce per essere riconducibile all’infinito e sterile mondo virtuale, questo minuscolo luogo, così colmo di semplice e maestosa bellezza, mi regala la consapevolezza di qualcosa di grande!»


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