Cover album GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO- “Superotto”“Superotto” è il nuovo disco della band post-rock torinese Gatto Ciliegia Contro Il Grande Freddo, uscito per 35mm, la collana di 42 Records dedicata al mondo del cinema e delle sonorizzazioni. «Si tratta – spiega la nota stampa – dell’ottavo disco in studio per la formazione piemontese, l’ennesimo capitolo di un percorso fatto di suggestioni, di continua esplorazione tra i territori paralleli alla forma canzone, nell’interazione tra suono ed immagine, nelle musiche di scena».

Con l’album si rinnova la collaborazione con la regista Susanna Nicchiarelli: il lavoro è infatti una evoluzione della colonna sonora di “Per tutta la vita”, il documentario del 2014 già musicato dal gruppo, come già lo stesso combo aveva fatto con “Cosmonauta” nel 2009 e più recentemente con “Nico88”.

Ci fu un momento in cui il gruppo, assieme a i Giardini di Mirò, era la punta di diamante del movimento post-rock in Italia, per cui se vi ponete la domanda che fine abbia fatto il genere, dove siano finiti gruppi come Mogwai, Godspeed You! Black Emperor, Explosions In The Sky, la risposta è che sono sempre al loro posto, magari le uscite sono più diradate nel tempo, ma quello stile musicale è sempre dove deve essere, imperturbabile nel suo stato catatonico.

La musica del Gatto ha sempre posseduto le caratteristiche per fungere da colonna sonora, perché il loro suono è estremamente visivo per definizione. I loro pezzi sono per la maggior parte strumentali e, accanto alla strumentazione classica di chitarra, basso e batteria si aggiungono elettronica, tastiere per raggiungere un risultato che profuma di trasporto in una dimensione altra, avvolgente ed evocativa.

“Superotto” è una raccolta di pièce strumentali da ascoltare chiudendo gli occhi e immaginandosi chissà dove. Un viaggio lisergico, suggestivo, allucinato. Un bagno futurista tra rumorismo (“Aspettavo Che Passasse (andata)”), angoscianti e post-atomiche distopie elettroblues (“Nella Stanza Senza Angoli”), albe boreali che si fanno giorno senza stingere i pigmenti noir (“Per Forza Di Cose”) ed epici e solari arpeggi a salutare riacquistate libertà (“Il Divorzio”). Sono bravi a destreggiarsi tra melodie, ritmi e suoni, riescono a coinvolgere anche senza il bisogno delle immagini. Non cantano, né parlano, i GCCGF, se non con rari frammenti di voci fuori campo, ma è come se lo facessero.

Se volete un termine di paragone, direi i Mogwai delle colonne sonore e aggiungo che nulla hanno da invidiare al gruppo scozzese!!!


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