FARWARMTH- “Momentary Glow”A cavallo tra 00s e 10s, cosmica HD à la Roly Porter e i più classici territori power ambient della mitica triade (Tim Hecker, Ben Frost e Lawrence English), un tocco di puntillismo nell’utilizzo dei pad (Senni) e una generale attenzione per la scultura sonora, Afonso Ferreira a.k.a. FARWARMTH, arriva sulla Planet Mu di Mike Paradinas con la sua prima opera di peso, dopo due uscite, tra il 2016 e il 2018, rispettivamente sulla portoghese Alienação (“Beneath The Pulse”) e la londinese ACR (“Immeasurable Heaven”).
Già i titoli scelti per questi lavori potrebbero dare altrettanti indizi per comprendere i tratti essenziali dell’arte del giovane producer lusitano: cura per lo spazio interstiziale e ossessione per droni celesti, strumenti di slancio al cielo in un processo affatto lineare, anzi, costellato da forti contrasti, fatica e dolore.
“Momentary Glow” è stato concepito in un periodo di isolamento fronte mare autoimposto e trascorso ben prima della pandemia. È un disco ben piantato a terra che aspira ad estasi paradisiache, curandosi – leggiamo nella press – di poter respirare sufficiente ossigeno in questo processo. Come a dire del desiderio di raggiungere più bellezza possibile ma anche del limite umano all’assoluto. Il suo album di debutto per Planet Mu è forse il suo lavoro collaborativo più ambizioso di sempre. Costruito in quattro anni, le sue fonti sono registrazioni di amici e familiari in sessioni improvvisate con violoncello, flauto e fisarmonica, con sé stesso alle tastiere. La musica qui può sembrare aliena; suoni riconoscibili trasformati in qualcosa di non riconoscibile, canalizzando emozioni crude costruendo strati di suono in modi insoliti, in enormi sculture energetiche.
Parte di formazioni come HRNS, PURGA e 00:NEKYIA, Ferreira produce ibridi sonori altamente processati dalla forte componente visiva, come PAN e l’ora defunta Tri Angle comandano, eppure brani come “Into The Grea Sea” e “Sunlit Mirroring” per sviluppare discorsi mistici e/o pastorali prevedono una strumentazione sufficientemente riconoscibile a base di fiati e archi, scelte che ricongiungono la ricerca di Ferreira a peculiari esplorazioni sonore, ad esempio, quelle dei Natural Snow Buildings e, più indietro, di Arvo Pärt e ai suoi studi sul minimalismo sacro e la bellezza frammentata di Fennesz.
Il ragazzo portoghese ci sa fare, un artista da tenere d’occhio!!!


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