cover album EDDA E MAROK- “Noio; volevam suonar”Ecco due figure, Stefano ‘Edda’ Rampoldi e Gianni Maroccolo, tra le più importanti nell’ambito del rock italiano degli ultimi trent’anni. Il primo inizialmente come cantante dei Ritmo Tribale poi come Edda propugnatore di una carriera solista di notevole valore artistico, il secondo attraverso gruppi storici quali i Litfiba, i CCCP, CSI e PGR, ma anche produttore, collaboratore e mille altre cose tra cui una carriera in proprio da qualche anno a questa parte.

La grande voglia di confrontarsi con altri ha portato Maroccolo a stabilire un contatto con Edda e a dare vita a questa produzione, pensata e realizzata durante il periodo di lockdown attraverso scambio di file a distanza. I due hanno inoltre dato vita ad un’azione meritevole, infatti coloro che ordinavano il disco nel mailorder della Contempo entro il 15 di giugno potevano pagaresolo le spese di spedizione di 9€.

Due mondi che in teoria sembravano lontani, quelli di Stefano Rampoldi e di Marok, che in tanti anni di militanza artistica hanno accumulato esperienze molto diverse, utilizzando oltretutto dei linguaggi che in apparenza non potevano collimare. Più viscerale, ficcante, spiazzante il primo, più evocativo, sperimentale, contaminato il secondo, seppur con il denominatore comune della curiosità, della genuina passione e della poesia a fare da collante. I due si erano già ‘annusati’, avendo avuto modo di collaborare insieme nella serie “Alone” di Maroccolo, ed era scattata immediatamente una felice alchimia.

Non è un album facile né studiato a tavolino, ma una intensa raccolta di canzoni che non risente minimamente del fatto di essere stata registrata in pochissimo tempo. Durante i loro rispettivi percorsi artistici hanno avuto a che fare con crisi personali, ripensamenti, ma ciò ha rafforzato le loro convinzioni e la loro consapevolezza è che la musica non sia solo business, ma anche, e soprattutto, un canale (privilegiato) per condividere emozioni e contenuti. Se il pubblico, a distanza di tanti anni, è ancora fedele a tutto ciò che esce dalle penne e dai cuori di questi due signori, è perché le loro parole, i loro suoni, sono credibili, veri, oltre che il più delle volte autenticamente ispirati.

Il lavoro mette in mostra l’estro e la variopinta tavolozza degli arrangiamenti di Gianni e la voce e le melodie personali e magnifiche di Edda. Gli stili percorrono tante strade, dal rock alla new-wave, dalla psichedelia a cover inaspettate (Don Backy e Claudio Rocchi), inserti electro ed ambientali per un risultato finale di undici pezzi e 50 minuti di durata che crea nell’ascoltatore emozione e stupore.

E’ un documento vitale, fresco e rilevante, dove la qualità viene profusa a fiumi, baciata com’è dalla grazia di due talenti autentici che hanno ancora accesa in se stessi la scintilla dell’arte!!!