Cover album EARTH WIND & FIRE- “That’s The Way Of The World”Uno dei gruppi più importanti della scena black degli anni settanta nasce a Chicago nel 1969 per iniziativa dei fratelli Maurice e Verdine White a cui si aggiunge in un secondo momento il cantante Philip Bailey. La formula musicale ballabile e ricca di venature soul e jazz nel decennio successivo viene contaminata da meno pregevoli elementi pop e dance. In questo album uscito nel 1975 il gruppo raggiunge il vertice della propria espressività.

Registrato al Caribou Ranch in Nederland, Colorado (Usa), da Curt Wittig è stato prodotto da Maurice White. «Ok, è musica da discoteca, ma ben fatta». Chiunque la pensi in questo modo deve essere stato piuttosto attivo negli anni ‘70 e ‘80 e deve aver notato che la musica fusion commerciale che ascoltava il sabato sera era piena di energia. Gli Earth, Wind & Fire attribuivano al loro straordinario mix di musica latina, gospel, soul e funk con una dinamica sezione ottoni, un’importanza esistenziale.

“That’s the Way of the World” era visto come il disco che avrebbe mostrato la direzione che avrebbe preso la band: o il successo o l’oblio tra le fila dei tanti gruppi anonimi di rhythm’n’blues. La ricetta segreta della formazione che comprendeva raffinati ritmi latini, solidi bassi e nitide improvvisazioni funky, il tutto aromatizzato con ingredienti sonori esotici, era azzeccata. Incoronata da un arioso falsetto e divertenti armonie vocali, la band diede vita ad un suono da big band che la rivista Rolling Stone definì «innovativo, ma popolare, preciso, ma sensuale, calcolato e tuttavia entusiasmante». Dopo quasi due decenni, solo negli Usa furono venduti di “That’s the Way of the World” più di 3 milioni di copie ed il disco fu inserito dalla rivista musicale americana nella lista dei migliori 500 album di sempre.

Fu pubblicato come colonna sonora di un film omonimo in cui compare anche la band. I singoli “Reasons” e “Shining star” sono le due facce della stessa medaglia: languide ballate e sinuosi funk meravigliosamente arricchiti da arrangiamenti impeccabili destinati a divenire uno standard ed un punto di riferimento imprescindibile per tutta la musica black e dance della seconda metà dei seventies.

Spero che questa ristampa in vinile possa ristabilire i giusti meriti ad un gruppo che, per tutti i ’70 fu sicuramente al vertice della musica ‘nera’ in senso lato!!!


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