A ben sedici anni di distanza dall’ultima pubblicazione Josh Homme, leader dei Queens Of The Stone Age, ha rivelato tutti i dettagli del suo nuovo progetto “Desert Sessions Vol. 11 e 12”. The Desert Sessions è un collettivo di musicisti guidati da Homme che, tra il 1997-2003, ha visto l’uscita di dieci dischi. L’ultimo capitolo, il “Volume 10: I Heart Disco” è stato pubblicato nel settembre 2003. In questo periodo, il musicista ha lavorato con artisti del calibro di PJ Harvey, Mark Lanegan, Twiggy Ramirez, Nick Oliveri, Dean Ween, Jesse Hughes di Eagles Of Death Metal e Brant Bjork (Kyuss), Ben Shepherd (Soundgarden).
Registrate lo scorso dicembre presso il Rancho De La Luna Studios, in California, le session vedono come di consueto molti ospiti prestigiosi, tra cui Les Claypool (Primus), Jake Shears (Scissor Sisters), Billy Gibbons (ZZ Top), Stella Mozgawa (Warpaint), Mike Kerr (Royal Blood). Tutto iniziò come divertimento, per poi diventare un’opera, forse, infinita. In 12 volumi nel corso di due decenni (per un totale di due performance dal vivo documentate), The Desert Sessions ha ospitato alcune delle icone più amate della musica che hanno lavorato insieme per creare alcuni dei loro lavori più rilassanti e stimolanti.
I Volumi 11 e 12, rispettivamente “Arrivederci Despair” e “Tightwads & Nitwits & Critics & Heels” vedono la luce affinché Homme si affranchi per un po’ dalla sua band, finita ultimamente in un vicolo cieco piuttosto insapore ed incolore. Bisogna dire che la rilassatezza aiuta a tirar fuori momenti che riportano al vero spirito irriverente del Rock’n’Roll.
Si inizia con “Move together” con Gibbons che rende inconsapevole omaggio carico di elettricità alla “Fever” di Peggy Lee raccontandoci ciò che accade ad una coppia oltre il momento fisico. Si prosegue con “Noses in roses, forever” brano dai connotati psych-glam, per arrivare ad un pezzo desertico come il blues di “If your run” con la novità Libby Grace che mette in mostra una vocalità dai toni minacciosi.
Il momento più interessante sembra essere “Chic Tweezt” cantata da Toornst Hulpft con accento tedesco che rende questo mix di Doors, Bowie e Ariel Pink grottesco e divertente. Da ricordare anche “Something you can’t see” in cui Jake Shears degli Scissor Sisters si mostra insospettabile e versatile interprete per una traccia che si colloca sulla scia di una “California Dreamin’”.
Un disco il cui pregio principale è quello del divertimento e di non prendersi troppo sul serio!!!


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