COLD BEAT- “Mother”I Cold Beat di San Francisco pubblicano il debutto per la prestigiosa etichetta DFA di James Murphy con il loro quinto album in studio intitolato “Mother”.
Il disco è stato realizzato durante la gravidanza della cantante Hannah Lew (che militava nel trio indie Grass Widow) e tiene quindi in considerazione le caotiche condizioni del mondo in cui stava per nascere un nuovo essere umano, una specie di concept sul tema della nascita.
È un’opera sospesa tra synth e dream-pop, dai colori accesi, ma non accecanti, in pieno incanto shoegaze. La raccolta si sviluppa lungo dieci brani molto fruibili in cui la voce della Lew è un tutt’uno con chitarre morbide e linee carezzevoli di synth.
A volte i ricordi ci portano alla scuola C86 (“Crimes”), in altre occasioni è evidente il legame con il synth-pop degli eighties (“Flat earth”) che si cuce a doppia mandata con quello dei Depeche Mode e Human League.
Saltuariamente si varca il confine con la darkwave sintetica, per esempio nella title track, quasi un pezzo ballabile per club off, ma sono comunque le tinte pastello ad avere il sopravvento.
Un disco che ha i suoi pregi, che ben si adatta all’ascolto durante definiti momenti, ma forse troppo derivativo!!!


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