Me li ero proprio dimenticati, credevo non ci fossero più, si fossero sciolti. Eppure intorno alla metà del decennio scorso feci un’indigestione dei loro dischi e, in tutta sincerità, li trovavo altamente coinvolgenti.
Dopo 7 anni dal precedente disco,”Free Reign” è uscito nel 2012, i Clinic pubblicano un nuovo album, ”Wheeltappers And Shunters”. Il titolo prende ispirazione dal nome di uno show televisivo britannico anni ’70, “The Wheeltappers And Shunters Social Club”, e viene così presentato dal leader e voce della band Ade Blackburn: “È una presa di coscienza satirica sulla cultura britannica, alta e bassa. Mi affascina il fatto che le persone guardino indietro negli anni ’70 come a giorni di gloria. È emerso che c’era un lato più oscuro e più perverso in quel periodo.”
I nostri danno alle stampe un lavoro dalla durata ridotta (ventotto minuti) e come sempre non si curano di chi saranno i potenziali ascoltatori, la loro proposta è sempre rivolta a coloro che sono già convertiti alla loro musica, rimanendo di fatto una band di nicchia.
Fin dall’inizio siamo investiti da un sound psichedelico straripante, da canzoni capaci di evocare momenti irresistibili che possono contare di bizzarri arrangiamenti elettronici, che non dimenticano il lato ludico e dance, così come le ricche melodie di inizio anni sessanta e pure riverberi e dissonanze uniti a cori che definire stravaganti è non centrare pienamente il bersaglio.
Ancora una volta dimostrano quella abilità espressiva totalmente libera da vincoli discografici che ha permesso ai nostri di tenere alta la qualità musicale per quasi tre decenni.


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