Conosciuto anche come “A Little More Blue” o “London, London”, “Caetano Veloso (1971)” è il terzo album omonimo del genio brasiliano e il primo ad essere registrato a Londra, dove l’artista si era rifugiato dopo essere scappato dalla dittatura brasiliana.
Questo capolavoro è considerato uno dei più grandi album della carriera di Veloso. Contiene una serie di splendidi brani che parlano di perdita e desiderio che senza dubbio parlano del suo esilio dal Brasile. L’album fu pubblicato per la prima volta in Europa nel 1971 e poi in Brasile, dove i versi della prima canzone furono considerati sovversivi e censurati.
Anche la canzone “Maria Bethânia” è stata leggermente censurata in quanto alcuni suoni gutturali di Caetano alla fine della traccia furono ritenuti offensivi e rimossi. L’attuale edizione contiene, per la prima volta dalla sua uscita europea, le versioni senza censure di “A Little More Blue” e “Maria Bethânia”, esattamente come furono registrate e pubblicate in Europa nel fatidico 1971.
Nel periodo iniziale dell’esilio europeo, in quel di Londra, sopravvive grazie ai diritti delle sue canzoni che Dona Canô (madre di Caetano) invia. Piano piano comincia ad adattarsi e gli ritorna la voglia di scrivere ed il desiderio di pubblicare un nuovo lavoro. Ottenuto un contratto per la neonata Famous Records, gli viene concesso come produttore il giovane tastierista Ralph Mace, fresco reduce dalle sessioni di “The Man Who Sold The World” di David Bowie. L’album è cantato quasi interamente in inglese, per ragioni commerciali, benché il suo riscontro risulti praticamente nullo in GB.
La scaletta è composta da sette brani, alcuni dei quali fra i più significativi della carriera. Gli otto minuti di “Maria Bethânia” mescolano immagini sacre e paesaggi urbani. Il folk-blues fa da sfondo, l’arrangiamento orchestrale, un muro di suono ricco di armonie e dissonanze, è di Phil Ryan, futuro membro dei Man.
L’andamento triste e tenue di “London London” ricorda un po’ quello di “Everybody’s Talkin'” di Harry Nilsson, l’unico brano in portoghese è “Asa branca”, cover del celebre baião di Luiz Gonzaga, rallentato a dismisura. Una cosa è certa: del periodo tropicalista, ormai, nella musica di Caetano non si trova più traccia!!!


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