BUDDY GUY & JUNIOR WELLS- “Play The Blues” cover albumLa narrativa più frequente sul disco di Buddy Guy e Junior Wells “Play the Blues” si concentra sul lungo processo di registrazione dell’album. Le sessioni a Miami nel 1970 con i due artisti con sede a Chicago produssero la maggior parte del disco nel numero di 10 canzoni, ma fu solo nel 1972 che furono registrate altre due canzoni e l’album finalmente pubblicato. Il lavoro presenta un mix unico di artisti, anche per gli standard degli album blues: le registrazioni di Miami includevano un non ancora insopportabile Eric Clapton, AC Reed al sax e Dr. John al piano, mentre la coppia di canzoni del 1972 era supportata dalla J. Geils Band, fino a quel momento nota principalmente per una cover di “Looking for a Love” dei Valentinos.

Tali sfondi di solito servono come apologia per un prodotto finale frammentario e incoerente, il che non è il caso di “Play the Blues”. L’album cattura il meglio di due importanti musicisti blues e potrebbe essere considerata come l’opera perfetta con cui i neofiti potrebbero approcciare il blues. Non è venerato come uno dei dischi più importanti in questo ambito, ma è un disco affascinante e, talvolta, profondamente commovente, a cui è facile appassionarsi. Wells e Guy si esibiscono insieme con ovvia facilità, uno spirito di raffinata collaborazione che dovrebbe dissipare ogni nozione di quanto sia stato difficile l’album, o almeno suggerire che in questo caso, tali problemi non hanno ostacolato nessuno dei due musicisti. È questa compatibilità che consente ai due uomini di eseguire senza sforzo “I Don’t Know” di Willie Mabon come una versione conversativa e umoristica dell’infedeltà, per poi risuonare tutta l’emozione possibile dal lamento dell’ubriacone di Amos Milburn “Bad Bad Whiskey”.

Oltre la metà delle canzoni di “Play the Blues” sono covers; la bravura dietro le esibizioni qui è che è impossibile distinguerle dalle melodie originali dei due. Far scorrere l’album senza interruzioni da una canzone all’altra, si crea un blues ricco di immagini e temi classici americani. Guy mescola il maschilismo con le vanterie sessuali nell’apertura, piena di sentimento e corna, “A Man of Many Words”; in seguito suona la chitarra ipnotizzante su “T-Bone Shuffle” di T-Bone Walker, che, con la sua lunghezza strumentale, dà al resto dei musicisti la possibilità di allungarsi e mettersi in mostra. Il musicista interpreta il ruolo di un romantico innamorato in un chiassoso up-tempo attraverso “This Old Fool”, che include un affascinante lavoro di armonica e alcune delle interazioni strumentali più intricate dell’album.

“Plays the Blues” è senza ombra di dubbio un disco che tutti gli amanti del blues, o più generalmente della musica di ottima qualità, dovrebbero avere a casa!!!