Cover album BOX OF CHOCOLATES- “Fearful Of Symmetry”Tempo di pregevoli ristampe in casa Drag City, che dopo la pubblicazione del ricco boxset dei No Trend annuncia la riedizione con nuovo artwork e l’aggiunta di tracce inedite di “Fearful Symmetry”, unica prova discografica dei Box Of Chocolates pubblicata nel 1990.

Nata in quel di Brooklyn sul finire degli anni ’80, la formazione è un manipolo di talenti in erba che si è ritrovato a condividere lo stesso appartamento, e così i ragazzi che ne facevano parte decidono di suggellare l’esperienza scrivendo canzoni…

La band-collettivo comprendeva nomi dal futuro ancora sconosciuto, tra cui Michael Howe, Will Oldham, il collaboratore dei primi Phish, Aaron Woolfe, l’attore e vincitore del Tony Award Michael Chorney e l’etnomusicologo e sound artist Rob Millis. A partire da un’attitudine tutta punk, il disco mescola indie rock libero, astrazioni cinematografiche e influenze roots, facendo respirare tutto il primordiale spirito creativo del rock indipendente americano nato a cavallo tra ’80 e ’90. Furono l’espressione musicale di tre giovani aspiranti alla cinematografia – Brute Rake, Mickey Hawaii e Wayne Oliphant – che pubblicarono per la personale High Beam Productions un unico Lp che in pochissimi conobbero e a cui non fu dato seguito.

Le quindici canzoni di cui è composto il disco meritavano di essere ripubblicate, non perché si tratti di un capolavoro imprescindibile capace di riscrivere la storia del rock, ma per il fatto di essere molto godibile soprattutto se siete appassionati di cantautorato folk psichedelico, di lo-fi, di indie-rock un po’ sballato. Possiamo riaprire la scatola dei ricordi che ha preso forma nel ghetto artistico di Dumbo, a New York, nutrendosi delle inquietudini statunitensi a cavallo degli anni 80 e 90. I nostri sono piuttosto bravi a scrivere canzoni, a tal punto che ne sarete facilmente conquistati grazie solamente ad azzeccate armonie vocali e ad un paio di chitarre.

Tra influenze roots tirate di petto (la bellissima “Emperor’s Clothes”), intuizioni à la R.E.M. (“Shadow of the Rat”), frammenti country folk in bassa fedeltà (“Mother’s Heart”, “Catatonic”, “The King”) e qualche reminiscenza garage-sixty (“Good Side”), si snoda un suono che richiama il college rock coriaceo degli Ottanta e intercetta le premesse dello slackerismo a venire. Come non godere, infatti, dell’ironia creativa di “The Past Lives of Clarence Thomas” o delle schegge lo-fi di “Twinkle, Twinkle Little Nightmare” e “Everyone’s a Loverod” che faranno breccia nei cuori dei fan di “Alien Lanes” dei Guided By Voices; o infine dell’approccio anti-folk primordiale di “The Elephant” e “Garbage Barge”.

Se avete a cuore i generi di cui vi ho parlato non mancate l’appuntamento con “Fearful symmetry”!!!


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