BENDIGO FLETCHER – ‘Fits Of Laughter’ cover albumI Bendigo Fletcher si stanno chiaramente divertendo durante tutto il loro album di debutto – e vogliono che anche voi vi divertiate. Un’immersione psych rock abbagliante, rilassante e travolgente, “Fits of Laughter” si eleva con affascinante passione mentre la band di Louisville irrompe dai cancelli in più direzioni contemporaneamente, scavando in profondità intensamente intime e trovando sempre motivi per sorridere. È un disco di fantasticherie, celebrazioni e, fedele al suo nome, risate: musica fatta per i tempi buoni e cattivi, che promette di lasciarci tutti un po’ più euforici di quanto non fossimo prima.

Rilasciato il 13 agosto tramite Elektra Records, questo disco è un incanto radioso e meraviglioso. È anche una perfetta reintroduzione di Bendigo Fletcher, il gruppo, nato e cresciuto nel Kentucky, di Ryan Anderson (voce solista, chitarra, banjo) – Andrew Shupert (cori, chitarra solista) – Evan Wagner (cori, tastiere, chitarra, percussioni ausiliarie) – Conner Powell (basso) – Chris Weis (batteria). Il seguito di tre brillanti EP pubblicati negli ultimi tre anni cementa la formazione come una delle più eccitanti emergenti dal paese nello spazio alternativo, con un seducente suono solare che fonde radici, country folk rock con psichedelia assolutamente estasiante. È un’esperienza complessivamente commovente ed edificante; sbirciando al di là dell’ovvio, però, si rivelano i conti estremamente vulnerabili di persone che stanno ancora cercando di capire sé stesse mentre navigano nel percorso roccioso e spesso turbolento della vita.

I momenti salienti abbondano nel viaggio, da “Sugar in the Creek” a “Ulterior Motives”, con Bendigo Fletcher che abbraccia uno spettro completo di emozioni e suoni lungo la strada. Anche se la band si concentra principalmente sul suo sound principale, il lavoro non è privo di curve. La più grande sorpresa dell’album è “Evergreen”, che vede il tipico mite Anderson lanciarsi in una serie di versi urlati a tutto campo sulla scia del ritornello. Chiunque abbia seguito il viaggio costante della band attraverso l’indie-folk lussureggiante e delicato sarà colto alla sprovvista da questo, ma probabilmente manderà anche un sorriso da orecchio a orecchio poiché si può sentire quanto si divertano. Altrove troviamo passi country più sicuri (“Donkey Boy Blues”, “Astro Pup”) e un ambiente nebbioso, guidato dalla chitarra (“Buffalo Rodeo”). È tutta una testimonianza della loro volontà di sperimentare, anche su un debutto con una major che potrebbe rivelarsi una cartina di tornasole per il loro futuro successo come band.

Con la sua vivida miscela di natura e immagini della vita quotidiana, “Fits of Laughter” si sente fatto su misura per scivolare nella nostra routine quotidiana. Anderson affascina attraverso performance vocali evocative, ma è il supporto completo della band: chitarre elettriche e acustiche astute e lussureggianti; armonie corpose; basso strimpellante e batteria ritmata, che insieme fanno risuonare ogni canzone intorno e dentro. Tutto sommato, è un debutto fenomenale pronto per gli ascolti ripetuti, che offre un mondo in cui possiamo perderci e ritrovarci allo stesso tempo!!!