BDRMM: “Bedroom” cover albumAnticipato dal singolo “Is That What You Wanted To Hear?”, “Bedroom” è l’album d’esordio dei BDRMM, progetto guitar-pop inglese di Hull che unisce indie pop, jangle pop, dream-gaze e post-punk. L’attesa creata dalle primissime pubblicazioni, quali l’eccellente Ep intitolato “If Not, When?” e il gustoso singolo “C.U. / Question Mark”, entrambi datati 2019, è stata ampiamente ripagata da questo regale debutto, nome che riprende, per esteso, l’effettiva pronuncia della band nata tra le cittadine britanniche di Leeds e Hull. Pubblicato dall’etichetta Sonic Cathedral Recordings, quest’affascinante LP raccoglie dieci tracce, nuove di zecca, registrate intorno alla fine del 2019 presso lo studio The Nave di Leeds da Alex Greaves (Working Mens Club, Bo Ningen) e masterizzato a Brooklyn da Heba Kadry (Slowdive, Beach House).

Tutto iniziò intorno alla figura di Ryan Smith, in perfetta solitudine, nel 2016, e poi si è, via via, arricchito non solo di nuovi musicisti, ma anche di un suono estremamente affascinante che mi porta ad affermare di essere di fronte ad uno dei dischi d’esordio più importanti usciti quest’anno. In giro si sente continuamente ‘shoegaze’ per descrivere la loro musica. A parer mio il termine è un po’ riduttivo in quanto si percepisce chiaramente quanto la scuola post-punk e new wave facciano parte della loro capacità di assorbimento creativo.

Al di la di discussioni che lasciano il tempo che trovano, i riferimenti giusti sono tutti presenti, dal ripiegamento interiore degli Slowdive alla dolce euforia dei Ride per arrivare persino ai contemporanei DIIV come si evince nel brano “Is this what you wanted to hear?”, caratterizzato da suoni puri e riff circolari. Il gruppo di Smith non si ferma certo qui, ma va a pescare ben oltre, nella roboante malinconia dei Cure di “Disintegration”, per esempio in “Momo”, dall’intro lento e arioso oppure in “Push/pull” con la melodia che si lascia andare come se non si dovesse mai arrestare. Anche la scelta di lasciare in disparte gli aspetti più pop dell’EP fa parte di una crescita notevole del gruppo. Pure l’idea di rallentare i tempi nella seconda parte del lavoro ci riconduce al gruppo di Robert Smith, per dedicarsi ad un sound maggiormente stratificato come in “If…” e “Forget the credits”.

Ottimo il lavoro effettuato in sede di produzione, in grado di donare ai nostri una grande qualità surreale. Utilizzando il nome della band, possiamo dire che “Bedroom” e la cameretta perfetta per rifugiarci alla ricerca di suggestioni ipnotiche e oscure!!!


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