BADBADNOTGOOD – ‘Talk Memory’ cover album“Talk Memory” è l’album dei Badbadnotgood, uscito l’8 ottobre via XL: 9 brani inediti, che vedono i contributi di Arthur Verocai, Karriem Riggins, Terrace Martin, Laraaji e della celebre arpista Brandee Younger (già al lavoro con Moses Sumney e Thundercat), accompagnati dall’artwork di Virgil Abloh e del suo studio Alaska-Alaska™.

Il lavoro arriva dopo l’exploit di giugno del gruppo su TikTok: più di 500.000 video sono stati prodotti utilizzando il brano “Time Moves Slow”, senza contare i quasi 4 milioni e mezzo di ascolti mensili in streaming e oltre 3 milioni di stream mensili su Spotify. La band ha inoltre pubblicato il primo numero di “The Memory Catalogue”, serie di stampe illustrate da Moya Garrison-Msingwana (Gangbox) in forma di newsletter, che si aprono a formare un poster di 80×60 e che accompagneranno ogni nuovo brano condiviso per lo streaming. Il tutto disponibile presso alcuni negozi selezionati in tutto il mondo e inoltre arricchito di contenuti esclusivi (spartiti, illustrazioni, foto inedite, ecc.) che permetteranno di sbirciare dietro le quinte dell’universo dell’ensemble canadese.

‘Ci sono voluti uno o due anni di vita affinché il processo creativo tornasse a essere eccitante e quando siamo rientrati in studio abbiamo utilizzato una modalità di registrazione e scrittura la più essenziale di sempre. Speriamo che le performance improvvisate in studio avvicinino l’ascoltatore all’atmosfera dei nostri concerti’ affermano, con entusiasmo, i Badbadnotgood.

Sono trascorsi cinque anni dal precedente “IV” e diversi accadimenti hanno contrassegnato la vita della formazione. Una reputazione in continua crescita, numerose collaborazioni con artisti quali Kendrick Lamar, Kali Uchis, per non parlare del defunto MFDoom. Di contro si è assistito all’abbandono della band da parte di Matthew Tavares, che ha aperto una crisi, ma che si è risolta con nuove possibilità, cioè un maggior spazio all’improvvisazione e all’energia che ne deriva, soprattutto negli spettacoli live. Tutto questo non ha portato all’abbandono di tutto ciò che è stato fonte di ispirazione per il gruppo, jazz, funk, soul, hip-hop.

“Signal for Noise”, prodotta da Sam Shephard (Floating Points), è un inizio perfetto per comprendere il nuovo corso. Una traccia psichedelica allucinata che si trasforma in materia bollente e creativa per poi ritornare all’avvolgente tema iniziale.

Le acrobazie evolutive della minimale “Unfolding (Momentum 73)” possono contare sugli interventi colti di Laraaji, maestro della concezione new age in musica. Certamente il contributo esterno di più solida sostanza proviene dall’artista brasiliano Arthur Verocai, un autentico fuoriclasse della musica del paese sudamericano. Verocai è coinvolto su più livelli, da arrangiatore (gli archi su metà del programma sono opera sua) a guida per la riuscita della raccolta. Momenti cinematici ad alto tasso emozionale (“City of Mirrors”), le armonie celestiali di “Love Proceeding” e la jam conclusiva di “Talk Meaning” in cui si segnala la presenza dell’arpa di Brandee Younger permettono di comprendere le capacità dei canadesi di riassumere le qualità musicali che li hanno ispirati.

Un lavoro che non può non toccare le corde più intime di un essere umano!!!