Stiamo parlando del cantautore islandese che ha il merito di essere il più grande best seller di sempre in relazione ai musicisti islandesi, più di personaggi molto più conosciuti quali Bjork e Sigur Ros. Il motivo risiede nella proposta, molto piacevole, cantata con trasporto ed un perfetto equilibrio tra acustico ed istanze elettroniche.
ÁSGEIR crea musica capace di penetrare in profondità ascolto dopo ascolto. Il suo album di debutto ha ottenuto un grande successo nella sua terra natia, prima che l’edizione in lingua inglese, “In the Silence”, lo connettesse a un’audience più internazionale. Artista di rara sincerità ed emotività, con questo nuovo disco, “Bury the Moon” – o “Sátt”, per dare il nome islandese – il nostro va ancora oltre i suoi limiti.
La nuova fatica inizia con una rottura e una fuga. Ásgeir guarda una relazione di lunga data sgretolarsi, e decide di fuggire, perdersi nell’infinita campagna islandese.
Prenotata una stanza in una casa estiva – casa rurale usata dagli isolani – ha passato l’inverno a scrivere: solo lui, la sua chitarra e quelle infinite riflessioni sull’amore e la perdita. I brani sono prorompenti. “Sono andato con la sola chitarra e il piano per una ragione” commenta il songwriter. “Volevo fare un disco semplice, che non necessitasse di troppi processi o di troppi pensieri. Saranno le canzoni a parlare e niente più di questo.”
Musicalmente, il disco è un’esperienza diretta ma sorprendente, muovendosi tra splendidi paesaggi folk ed elettroniche cliniche senza mai tentare, però, soluzioni inaspettate. La qualità risiede nella capacità di scrittura, se vi domandate se sia sufficiente una struttura melodico-armonica di livello alto per decretare la riuscita di un album, in questo caso la risposta è affermativa. Forse è arrivato il momento di smettere di cercare l’originalità a tutti i costi!!!


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