ANNA McCLELLAN: “I Saw First Light” cover albumRegistrato in un periodo di due settimane, “I Saw First Light”, il nuovo long player della nativa del Nebraska, Anna McClellan, è il viaggio sconfinato di un’artista che esplora i suoi impulsi creativi, in quanto offre una dedizione riformata e rinnovata alla sua arte. Anna è una giovanissima musicista di Omaha dal tocco unico e originale, differente dalla maggior parte dei songwriter contemporanei per scelte stilistiche, armonie vocali e per i ricercati arrangiamenti. Questo nuovo lavoro è il terzo album della nostra, seguito dell’ottimo “Yes and No” nel 2018.

Ha iniziato a suonare dal vivo nella sua Omaha ad appena 17 anni, da quel giorno non ha mai smesso di fare tour ed esibirsi dal vivo. Il suo primo album “Fire Flames” le ha dato la possibilità di farsi conoscere negli States e in Canada con un tour in apertura a Frankie Cosmos. Grazie alla data newyorkese di quella tournee Anna è entrata in contatto con il team della Father/Daughter Records con cui ha registrato il nuovo LP “I Saw First Light”.

La voce della McClellan è ipnotica. Tenendo sia un bordo inquietante che una familiarità rilassante, lanciata contro la strumentazione calorosamente vivace che ha fatto sua, la consegna ringhiante della storia d’amore di ritorno, “Veronica”, è incantevole, ma abbracciata da una esposizione al vetriolo, ‘Veronica, perché la vita è così dannatamente dura?’. Prima che il provocatorio repost di “To Prove” si schiantI nel cuore del disco – McClellan protesta con aria di sfida, ‘e se non avessimo nulla da vincere, e se non avessimo nulla da perdere?’.

Si mescola al pop lo-fi, c’è una mancanza di sforzo nelle sue osservazioni liriche intime. Arrivando con un’aria stravagante, single, “Pace of the Universe”, è fantastica – piena di un bordo a spillo che cade, mentre McClellan alimentata da un’armeria lirica ancora più penetrante, offre la linea, ‘Non voglio più parlare, quando ti chiedo come ti lasci andare dritto al cuore, senza senso nel salvare la faccia, so che sei incasinato come il resto della razza umana’. Non solo contenta di mirare le sue osservazioni spiritose agli altri la cantautrice è altrettanto autoironica sulla pista, “Desperate” – ridicolizzando il proprio bisogno di convalida e amore, canta, ‘siamo onesti sono un tale lavoro, sono disperata A salvarmi da me stessa, ho bisogno di un hobby’.

“I Saw First Light” è un album pieno di gemme pop – tutte spinte dall’accattivante consegna di Anna e dal suo occhio incrollabile – mentre unisce un miraggio di influenze e idee. E quello che potrebbe essere un compito scoraggiante per molti, è, per lei, solo un’altra opportunità; le sue idee fioriscono con una nuova essenza vitale, rendendo ciascun brano come un dipinto di quotidianità sincero e unico!!!