Gli American Football sono un gruppo emo statunitense, formatosi nel 1997 a Urbana, Illinois. Dopo essersi sciolti nel 2000 sono ritornati in attività nel 2014.
Al momento del debutto furono considerati un gruppo in grado di lasciare un segno indelebile sulla cartina dell’emo-core statunitense. La band era formata da Mike Kinsella (proveniente dai Cap’n Jazz, di passaggio nei Joan of Arc), Steve Holmes e Steve Lamos. L’esordio fu sulla scia di formazioni quali Slint, Joan of Arc, ma anche di band come Talk Talk e qualcosa che si rifaceva al minimalismo di Steve Reich. Un album malinconico, cinematico, estatico capace di dettare temi contemplativi, in poche parole un gran disco. Tutto rimase sospeso causa scioglimento. Quando si ripresentarono con l’album del 2016, ancora omonimo, c’era un Kinsella in più, il cugino Nate. L’ispirazione era leggermente cambiata, si respirava un’ aria maggiormente aperta ed onirica verso tendenze shoegaze.
Il nuovo lavoro, ancora una volta omonimo, vede la partecipazione straordinaria di Rachel Goswell degli Slowdive nel brano “I Can’t Feel You” e segna un’ulteriore maturazione nel songwriting di questa band culto, che mai come prima d’ora si affaccia nei più nobili e sognanti meandri del post-rock.
Non tutto funziona a meraviglia come vent’anni fa, qualcosa è sfuocata, poco ispirata. A volte prende piedi una certa ridondanza sonora che rende le romantiche composizioni un po’ adagiate su sè stesse.
Alcuni pezzi come “Heir apparent” risultano stucchevoli con l’uso di flauti, controtempi poco incisivi e cori di bambini, ma la magia insita in “Doom in full bloom” alza il livello riportandoci al ricordo dell’esordio.
Speravo in un’opera più incisiva, ma per coloro che si dilettano nelle sonorità morbide e dilatate con arpeggi di chitarra ora introspettivi, ora di una malinconia sofferta ora di un incanto capace di colorare le atmosfere potrebbero trovare pane per i loro denti!!!


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