AL STEWART – ‘Year Of The Cat 45th Anniversary’ cover albumSebbene non abbia avuto successo commerciale, Al Stewart si è prefissato un alto livello all’inizio. I suoi album “Past, Present and Future” e “Modern Times” lo hanno affermato come un artista da non sottovalutare, e mentre la sua musica si adattava a un formato folk e a un’inclinazione decisamente britannica, è riuscito ad attirare un devoto seguito di culto attratto dalle sue melodie irrefrenabili e notevoli immagini sonore. In quanto album concettuali raccolti da una prospettiva storica, erano articolati e del tutto intriganti, ricchi di dettagli e arrangiamenti rigorosi che li hanno resi epocali.

Tuttavia, è stato il suo successo alquanto improbabile “Year of the Cat” e l’album omonimo che lo hanno reso una star, anche se momentaneamente. La canzone resiste ancora attraverso infiniti replay alle radio rock classiche, e mentre alcuni sono stanchi dei continui replay, il suo album omonimo si erge ancora come un altro classico in una serie di sforzi che sono continuati con il suo successore “Time Passages”. Tuttavia, questo disco…si classifica come l’album di maggior successo commerciale di Stewart avendo venduto un milione di copie. Il singolo ovviamente aveva molto a che fare con questo, ma la produzione precisa di Alan Parson e le canzoni di accompagnamento come l’affascinante “On the Border”, la riflessiva “Broadway Hotel” e l’enfatico rock “If It Doesn’t Come Naturally, Leave It” ha rafforzato lo sforzo mantenendo l’approccio narrativo fedele di Al.

La 45th Anniversary Edition fornisce una versione ampliata e rimasterizzata digitalmente di questo storico lavoro, grazie all’inclusione di un concerto inedito registrato al Paramount Theatre di Seattle nell’ottobre 1976, distribuito su due CD e un’edizione DVD surround e mix stereo, un libro illustrato che include un’intervista con il cantautore, un poster promozionale facsimile e un set di quattro cartoline.

Il materiale live sarà probabilmente particolarmente apprezzato dai collezionisti del nostro, dato che la scaletta include non solo i momenti salienti dell’opera che stava propagandando all’epoca, ma anche i brani più memorabili dei suoi immediati predecessori, tra cui “Soho (Needless To Say)”, “Roads to Moscow”, “Sirens of Titan” e l’imperturbabile epico “Nostradamus”. Insieme, presi nel contesto dell’’Anno del Gatto’, il materiale dal vivo offre un’eccellente panoramica della più ampia estensione della recente carriera di Stewart. Legate insieme sia concettualmente che nell’esecuzione, le canzoni assumono una prospettiva fresca e vivida che assicura che sia il dramma che la dinamica siano consegnati con un’impronta vivida ed enfatica.

Certo, alcuni potrebbero considerare “Year of the Cat” per essere nella stessa categoria di “Stairway to Heaven” e “Sweet Home Alabama”, canzoni che sono così radicate nell’immaginario collettivo che qualsiasi ulteriore incontro non è necessario in questa vita o in qualsiasi altra. Tuttavia, data una rivisitazione di quel punto cruciale della carriera di Al Stewart, è chiaro che “Cat” merita non solo le sue nove vite, ma anche ulteriori reincarnazioni!!!