Airto- “Free” cover album Airto MoreiraRegistrato nell’aprile e nel maggio del 1972 al Rudy Van Gelder Studio, Englewood Cliffs, NJ, USA e prodotto da Creed Taylor. Mentre la musica mainstream si fondeva con sonorità, armonie e ritmi intellettuali e sperimentali per creare una fusione underground, nel 1972 gli attenti lettori della rivista americana Down Beat osservavano che i batteristi stavano creando una loro categoria attorno agli strumenti a percussione. Dopo il suono elettrizzante e magico di Mahavishnu, il fragore magmatico di “Bitches Brew” ed i lunghi rave latini improvvisati di Santana, l’universo della percussione stava raggiungendo vette sempre più alte.

Fra i principali interpreti della nascente Fusion d’inizio ’70 si colloca un musicista formidabile, spesso (e ingiustamente) ricordato soltanto in ragione delle sue pur significative e pregevoli collaborazioni; considerare semplice “session-man” l’artista in questione sarebbe operazione quanto mai riduttiva e limitante, oltreché irrispettosa, tenendo conto del decisivo ruolo svolto da costui nell’importare nell’universo del Jazz americano ritmiche e sonorità sino ad allora del tutto sconosciute a gran parte del pubblico di lingua inglese, nonché indicative di certi indirizzi marcatamente “ethno-oriented” che molta Fusion del decennio (e anche di quello successivo) avrebbe seguito. Originario di Itaiòpolis nello stato di Santa Catarina (ma paulista di adozione), classe 1941, Moreira è già una celebrità negli ambienti dell’aristocrazia Jazz quando, nel 1973, arriva ad incidere questo “Free”, fiore all’occhiello in una discografia nutrita e sempre costante per qualità della proposta.

Per il suo primo grande progetto il batterista e percussionista si è unito ad un gruppo di innovativi musicisti jazz tra i quali spicca il grande Chick Corea (oltre ad altri giganti del calibro di George Benson, Keith Jarrett, Stanley Clarke e Ron Carter).

Corea prende la parola con il pezzo “Return to Forever”, brano con una melodia introduttiva mistica e geniale che s’insinua in testa come il canto di una sirena. E’ un tema tipicamente Samba quello esposto dal piano elettrico di Chick ad introduzione dell’iniziale, maestosa “Return To Forever”, libera rivisitazione del cavallo di battaglia dell’omonimo gruppo (contenuto nell’album d’esordio di Corea e soci al quale, appena un anno prima, lo stesso Airto aveva partecipato); suadenti linee vocali di Airto e della moglie, l’eccellente vocalist Flora Purim) si accompagnano alle sonorità del flauto di Joe Farrell, qui impegnato anche al sax; è lo stesso Farrell ad eseguire il primo assolo tra vorticose evoluzioni, prima di lasciar spazio al piano, che, in quello che (non lo si dimentichi) è un SUO pezzo, non può sfigurare, sfoderando fraseggi introversi ed ispirati come da par suo.

Moreira è concentratissimo: suona il pezzo che dà il titolo all’intero disco, “Free”, con grande abilità, offrendo al pubblico un’improvvisazione da urlo fatta d’innumerevoli ritmi e colorazioni sonore sia brillanti che opache in cui il tempo si restringe e si dilata di continuo. Oltre a questo straordinario brano ci sono pezzi intensi come “Flora’s Song”, “Lucky Southern” con i suoi divertenti ritmi latini e “Creek” con suggestioni bebop brasiliane.

Imperdibile occasione di venire a contatto con la sensibilità di un “maestro” delle percussioni, oltreché con autentici fuoriclasse dello strumento. Ascolto irrinunciabile!!!


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