ACTRESS: “Karma & Desire” cover albumA stretto giro dal mixtape “88”, Darren J. Cunningham in arte Actress ha pubblicato il seguito di “AZD”. Descritto come una «romantica tragedia tra paradiso e l’oltretomba», l’album s’intitola “Karma & Desire” e vede ospiti Sampha, Zsela, Vanessa Benelli Mosell, Christel Well e Aura T-09, presenze che stanno a significare una maggiore attenzione per l’elemento vocale, oltre che per i temi cari al producer come l’amore, la morte, la tecnologia e le domande fondamentali che da sempre l’uomo si pone. Al mixing troviamo il misterioso Chaos III, probabilmente l’AI precedentemente impiegata per la composizione di “Young Paint” e per la versione alternativa dell’opera “Welt-Parlament” di Karlheinz Stockhausen.

Tutto, dallo stile di rilascio alla musica racchiusa all’interno, si adatta perfettamente al personaggio enigmatico che era stato costruito nel corso della sua carriera.

Accanto alla sensibilità ambientale e all’arte sonora, i tropi della musica da club vengono combattuti, compressi e sezionati, prima di essere riutilizzati come ulteriori materiali per la costruzione di sculture sonore ultraterrene, spesso strutturalmente non valide. Piuttosto che canzoni strutturate tradizionalmente, le tracce spesso sembrano frammenti; esperimenti che possono evolversi e devolvere alle loro condizioni, a volte interrotti bruscamente, a volte rimanendo leggermente oltre il loro benvenuto, ma spesso si traducono in un corpo più ampio di lavoro che è stranamente intimo nella sua distanza.

Queste idee e approcci continuano su “Karma & Desire”, anche se le differenze stilistiche notevoli sono chiare: i cantanti ospiti sono prominenti in tutta la tracklist, le registrazioni di pianoforte dal vivo sono ampiamente utilizzate e c’è una chiarezza nel suono generale che contrasta con i suoni compressi e consumati di “88” e “Ghettoville”.

L’inclusione del pianoforte dal vivo è forse la novità più gradita, fornendo alcuni dei momenti più belli e riflessivi del disco. L’opener “Fire and Light” è un perfetto esempio; uno splendido, ma debole, motivo di pianoforte, abbinato al solo sibilo statico strutturale e ad un sottile arrangiamento di archi. Le tracce seguenti, “Angels Pharmacy” e “Remembrance”, presentano la cantante Zsela, e sono leggermente in contrasto con l’apertura, funzionando bene come coppia, ma bloccando leggermente il flusso dell’album. Questo è un album che sfuma e scompare. Alcune tracce serpeggiano e l’attenzione va alla deriva, ma poi viene in primo piano qualcosa che risuona. Prendi i cauti pad distopici a metà di “Reverend”, gli arpeggi di pianoforte che crollano di “Save”, o gli assoli pensosi di “Gliding Squares”: questi momenti sono i primi esempi di ciò che Actress sa fare meglio, dettagli isolati che sembrano desiderare malinconicamente qualcosa da tempo dimenticato. Sfortunatamente, queste situazioni di intrigo sono limitate e l’ultima metà dell’album è particolarmente viziata.

Nel complesso, il disco non è né sufficientemente coeso né intrigantemente elaborato. Pur ospitando alcuni dei momenti più affascinanti e, a volte, decisamente belli della carriera del produttore, l’impatto complessivo di “Karma & Desire” non riesce a lasciare l’impressione duratura dei progetti passati!!!